Adelle Waldman, Amori e disamori di Nathaniel P.

Narcisi rampanti in una New York radical chic

(ANSA) - ROMA, 5 APR - ADELLE WALDMAN, 'AMORI E DISAMORI DI NATHANIEL P.', EINAUDI, PP.288, 9,99 EURO) Nate Piven è il figlio più o meno trentenne di una famiglia ebrea borghese, ha in tasca una laurea ad Harvard e dopo anni da correttore di bozze precario si è finalmente aggiudicato un contratto niente male con un editore per il suo primo romanzo. Dal Maryland si è trasferito in una Brooklyn in piena gentrificazione, in cui gli affitti sono in costante ascesa e alle bettole si sostituiscono progressivamente i ristorantini a filiera corta. E' sensibile, politicamente corretto, razionalmente favorevole alla causa femminista. Insomma, dopo un'adolescenza da nerd, sulla carta ha tutte le qualità per attrarre le donne: salvo rivelarsi alla prova dei fatti - cioè delle relazioni sentimentali - uno stronzo da manuale, solo particolarmente abile a rivestire il suo narcisismo con ragionamenti profondi e complicate autoassoluzioni. Come forse direbbe la sua ex Kristen, oncologa pediatrica dallo "stile di vita virtuoso e comunitario", i suoi sono "i problemi di un newyorchese decadente che passava il tempo a crogiolarsi in uno psicodramma privato".

Accolto con entusiasmo dalla critica statunitense, inserito dal New Yorker nella lista dei libri dell'anno, 'Amori e disamori di Nathaniel P.' è un romanzo d'esordio la cui autrice - giornalista freelance trentasettenne pure residente a Brooklyn - ha più di una caratteristica in comune con i suoi personaggi, quasi tutti giovani scrittori o aspiranti tali, critici letterari, assistenti editoriali in Riviste Molto Importanti. Certa stampa americana ha dipinto Adelle Waldman come una novella Jane Austen e lei stessa ha ammesso di aver tratto in parte ispirazione da alcuni scrittori "moralisti" dell'Ottocento. In comune in effetti le due autrici hanno la capacità di mettere sotto la lente del microscopio le dinamiche dei rapporti amorosi, ma soprattutto di sorridere delle meschinerie del loro ambiente, che siano i salotti delle case borghesi nella campagna inglese o quelli letterari della New York hipster e radical chic. Apparentemente disinibiti e liberi pensatori, anche i personaggi della cerchia di Nate sono in fin dei conti schiavi di convenzioni sociali e mode culturali ("Le piaceva Svevo - ricorda il protagonista a proposito di un'altra sua ex, Elisa - era in grado di cogliere una miriade di virtù in Svevo, ma solo dopo essere stata imbeccata, solo quando si era resa conto che Svevo era uno scrittore che a una come lei doveva piacere"). Insieme a quest'affresco sociologico, con linguaggio asciutto e scorrevole sebbene poco brioso, la Waldman confeziona anche uno sconsolante trattato sulla psiche maschile, ma non fa nemmeno sconti alle rappresentanti del suo sesso, tendenzialmente paranoiche e dalla lacrima facile. Per bilanciare, ha pubblicato anche un racconto breve, 'New Year's' (per ora disponibile solo in inglese), in cui la vicenda è raccontata dalla prospettiva di Aurit, amica e consigliera del protagonista, quella che Nate rispetta di più, forse perché non è inclusa nel suo lungo elenco di amori e disamori.

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