Cultura

Atlante delle guerre e dei conflitti

La situazione geopolitica con schede, foto, mappe per continente

ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO, VI EDIZIONE (TERRA NUOVA, PP 248, EURO 20)

Dalla "tragedia di Ebola", che ha provocato 9.000 vittime in Africa, ai "temi più diretti sulla guerra: uno Stato islamico imposto con il terrore, una guerra in Europa, in Ucraina, dagli odori antichi, un massacro che continua nei Territori palestinesi".

    Ideato da Raffaele Crocco, giornalista Rai, scrittore e documentarista, e creato dall'Associazione 46° Parallelo in collaborazione con il Premio Ilaria Alpi, l'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo torna in libreria con la VI edizione.

    L'intento è quello di spiegare le cause delle guerre e i protagonisti. Con foto e illustrazioni viene raccontato lo stato delle guerre in atto con schede suddivise per continente, con cartografia Onu e tavole riassuntive. Le schede, compilate da giornalisti di varie testate italiane, hanno in premessa un rapporto a cura di Amnesty International sulla stato dei diritti civili e umani e i rapporti sulle missioni Onu in corso, la situazione dei beni artistici e ambientali a cura di Unesco e la situazione di profughi e rifugiati a cura di Unhcr.

    Il 2014 dei conflitti ci riporta indietro amaramente ad esattamente un secolo fa con l'inizio della Prima guerra mondiale, che vide 46 Paesi coinvolti. Oggi 33 sono in guerra e una decina sono in pericolo, spiega Crocco. Ci sono i conflitti ambientali, come quello per il petrolio nel Delta del Niger, dove operano le principali multinazionali mentre la maggioranza della popolazione non beneficia dei proventi delle estrazioni e vive in un ambiente devastato. O quello in Ucraina, che ha provocato oltre 5.000 morti, dove le rivendicazioni territoriali tra Kiev e Mosca corrono lungo le strade del gas che portano energia all'Europa dalla Russia. C'è il Medio Oriente in perenne ebollizione, con le nuove operazioni militari israeliane nei Territori occupati della Cisgiordania e a Gaza, che hanno provocato oltre 2.200 morti tra i palestinesi. La Siria, dove la guerra civile contro il presidente Assad ha provocato oltre 3 milioni di profughi e 75.000 morti solo nel 2014. In Asia, l'Afghanistan cerca di rimettersi in piedi dopo 13 anni di guerra, ma i talebani continuano ad essere una minaccia.

    L'Iraq, che dopo essere stato dilaniato dalla guerra civile post Saddam deve fare i conti con i jihadisti dello Stato Islamico, che controllano parte del territorio e la seconda città del Paese, Mosul. La Libia, alle nostre porte, la cui fragilità manifestatasi dopo la caduta di Gheddafi si è aggravata nel 2014, tra stallo politico e guerra tra fazioni, che ha favorito l'avanzata dell'Isis e fatto riesplodere il fenomeno delle migrazioni di massa verso l'Europa, passando per le coste italiane.

    E poi i conflitti dimenticati in Africa, dove violenza e sopraffazione si coniugano con le sistematiche violazioni dei diritti umani, soprattutto nei confronti dei più deboli, come donne e bambini.
    "Il Pianeta - sottolinea Crocco - continua ad avere la febbre e le ragioni che portano alle guerre si moltiplicano, esattamente come crescono ingiustizie, differenze sociali, disuguaglianze. E il 2014 si è chiuso con pochi risultati positivi".

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