Cultura

A day, un 'eterno' giorno infernale da thriller

Il film del sudcoreano Cho Sun-Ho in sala dal 26 agosto

Finire intrappolati in un loop temporale che fa ripercorrere di continuo lo stesso giorno, non è certo un tema nuovo per il cinema o la tv, soprattutto negli ultimi anni, dalla commedia cult con Bill Murray Ricomincio da capo alla fantascienza di Edge of tomorrow con Tom Cruise e Emily Blunt. Il sudcoreano Cho Sun-Ho crea il suo 'giorno infernale' virando su un thriller psicologico ad alte dosi di rimorsi e vendetta, nel suo debutto alla regia, A day, in arrivo nelle sale italiane dal 26 agosto con Pfa Films e Emme Cinematografica.
    La storia prende il via dal chirurgo di fama internazionale, attivista e filantropo Kim Joon-Youn (Kim Myung-Min) costretto a vivere e rivivere la morte della figlia, ancora bambina Eun-Yung (Jo Eun-Jung), investita da un taxi. E' intrappolato nello stesso incubo Lee Min-Chul (Byun Ho-Han), infermiere che perde nell'incidente la moglie, passeggera a bordo del taxi. Due morti in realtà non casuali, legate al passato traumatico del tassista Kang-Sik (Yoo Jae-Myung). Kim Joon-Youn, che si era allontanato per un lungo periodo dalla figlia, facendola sentire trascurata e non amata, e Lee Min-Chul, incapace di dialogare con la giovane moglie sono costretti, in cerca di una via d'uscita,a d affrontare i sensi di colpa per silenzi e assenze in famiglia, ma anche il peso di crimini mai confessati.
    Il film, che arriva a quattro anni dal debutto in Corea del Sud, si perde a tratti nella sceneggiatura ma ha come punto di forza le interpretazioni dei tre protagonisti: "Kim Myung-Min deve aver usato molte delle sue energie, ma non si stancava mai.
    Mi ha anche suggerito delle idee per migliorare certe scene ed è veramente riuscito a portare alla vita il suo personaggio" spiega il regista. Byun Yo-han è diventato davvero Min-chul - aggiunge il cineasta - ed è riuscito a esprimere tutte le sue emozioni soltanto con uno sguardo, non appena la cinepresa iniziava a filmare". Mentre "Kang-si è il personaggio più importante del film e il più difficile da interpretare. Yoo ne era totalmente consapevole ed era pronto a esprimere tutti i suoi minimi cambiamenti". (ANSA).
   

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