Kufid, da Brescia diario della pandemia di Moutamid

Il film del regista Italo-marocchino in sala dal 17 giugno

Kufid, docu-film diretto da Elia Moutamid, è un'opera piena di sorprese, tra diario alla Nanni Moretti, teatrini da cinema muto, cronaca ed ironia, ma anche considerazioni su integrazione, islamismo moderato, capitalismo e retorica. Girato dal regista di origini marocchine, ma bresciano d'adozione, durante le settimane di lockdown, quando l'autore, dopo essere tornato da un viaggio in Marocco, si è ritrovato in quarantena a vivere, rinchiuso nella sua casa di Brescia.
    Il film, che arriverà nelle sale italiane dal 17 giugno 2021 con Cineclub Internazionale Distribuzione e già alla 38° edizione del Torino Film Festival, parte con alcune immagini in Marocco sul fenomeno della gerentrificazione, ovvero il progetto originale di Moutamid, poi si passa a Brescia in pieno virus.
    Ritroviamo qui il regista rinchiuso nella sua casa alle prese con una sorta di diario visivo personale, pieno di riflessioni, domande, cronaca Covid da seguire in tv, momenti di vita ed episodi personali.
    Tra giornali sfogliati pieni di annunci per morti di Covid, la nona sinfonia di Beethoven, telefonate in Marocco, provocazioni, fughe 'illegali' dalla casa durante il coprifuoco e il fratello colpito dal Covid, KUFID lascia aperti, con grande intelligenza, tanti interrogativi di questi tempi difficili a cui è difficile dare una qualsiasi risposta.
    "Se avessi presentato su carta la sceneggiatura di questo film così pieno di cose avrei sicuramente avuto forti difficoltà nel trovare un produttore" , dice stamane il regista in collegamento remoto e in un perfetto italiano, ma con evidente accento bresciano.
    "C'era in questo lavoro un'evidente commistione di temi ed era per questo un'operazione davvero rischiosa. Lo stimolo era comunque quello di voler girare mostrando le molte dinamiche umane uscite fuori con il Covid, da slogan come 'Ne usciremo più forti' alla retorica dei tg e molto altro" spiega ancora Moutamid.
    E conclude: "Attenzione. KUFID non è un film sulla pandemia, ma solo un film girato durante la pandemia, una sorta di ritratto autobiografico". (ANSA).
   

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