Nour, la storia di Bartolo è un film con Castellitto

In sala per tre giorni e poi il 20 agosto su Sky

ROMA - La stringente attualità del tema migranti dà forza all'arrivo in sala di 'Nour' di Maurizio Zaccaro, biopic di Pietro Bartolo, storico medico di Lampedusa.
    Nel film, dal 10 al 12 agosto come evento nei cinema con Vision e poi su Sky dal 20 agosto, a dare il volto a Bartolo è Sergio Castellitto, convinto che su questo fronte "bisogna accettare l'idea di una responsabilità internazionale, oggi il grande assente è l'Europa". Per Zaccaro, "non è assente solo l'Europa, ma tutto il mondo". Lo stesso Pietro Bartolo, ora parlamentare europeo eletto nelle liste del Pd, non nasconde la sua preoccupazione: "Oggi l'Europa si gira dall'altra parte mentre, davanti a quei bambini migranti, dovrebbe chiedere scusa. Spero che nel semestre a conduzione tedesca si risolva tutto. In tal caso torno a fare il medico".
    Il film, già al Torino Film Festival, tratto da un libro di Bartolo (Lacrime di sale) racconta di Nour, ragazzina di dieci anni che viene dalla Siria e che ha affrontato da sola il viaggio verso l'Europa attraverso il Mediterraneo. Insomma una delle tante sopravvissute, ma con un dolore enorme dentro il cuore: sua madre, in Libia, non è stata imbarcata e ora Nour non sa più dove sia.
    Pietro Bartolo (Castellitto), medico dell'isola, se ne prende però cura in modo particolare. La porta nella sua casa, le si affeziona come a una figlia e cerca in tutti i modi di ricostruire non solo il passato della bambina, ma anche il suo presente e il suo futuro. "Mi sono chiesto come mettere in scena con il dovuto rispetto la storia di Nour - dice il regista -. Sono giunto alla conclusione che nulla, in questo film, poteva essere ricreato in modo posticcio. Insomma quello che Bartolo descrive nel suo libro è il vero narrato che Castellitto interpreta sullo schermo. Due modi di raccontare il vero e il verosimile in modo da rendere una storia, pur complessa che sia, vicina a tutti, anche se affonda le sue radici nella realtà più dura, scomoda e controversa che si conosca". Spiega Castellitto: "È sempre una sfida mettere in scena un personaggio esistente o meno. Fare Poseidone o una persona vera per me non fa differenza. Poi la vita di Bartolo è formidabile.
    Ho cercato di metterla in piedi come una metafora evangelica, ovvero la storia di un uomo che pone al centro della sua vita un'idea folle: quella di svuotare il mare con un cucchiaio.
    Eppure lui ci prova. Comunque - continua l'attore - non è un film che spiega una situazione che la politica non fa capire.
    Siamo insomma tutti orfani davanti al mare". Il film, dedicato ad Ermanno Olmi, è firmato Stemal Entertainment, Ipotesi Cinema in collaborazione con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo ed Elisabetta Olmi. (ANSA).
   

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