Galveston, Foster e Fanning anime ferite in fuga

In sala film di Mélanie Laurent. Nuovo set con sorelle Fanning

ROMA - Nic Pizzolatto, autore della serie cult True detective, immerge in panorami affascinanti ma devastati e in destini apparentemente senza speranza i suoi tormentati protagonisti, anche quando è in veste di romanziere. Lo dimostra il suo noir on the road Galveston, pubblicato nel 2010 (in Italia edito da Mondadori), prima del successo televisivo. A portarlo sul grande schermo nel 2018 è stata l'attrice e regista francese Mélanie Laurent, nell'omonimo film indie che dal 6 agosto è in sala distribuito da Movies Inspired.

Nei ruoli principali, di due sopravvissuti contro un mondo criminale chiuso e cupo che vorrebbe 'cancellarli', ci sono Ben Foster e Elle Fanning, qui nell'interpretazione più complessa della sua carriera. Una prova che ha fortificato il legame dell'attrice con Mélanie Laurent, tanto che la regista l'ha scelta anche come protagonista, insieme alla sorella Dakota Fanning, del suo nuovo atteso film 'americano', il dramma storico The Nightingale (la cui uscita, per il Covid, è stata spostata a fine 2021), adattamento del bestseller di Kristin Hannah, che ispirandosi alle storie vere di tante donne della Resistenza in Francia racconta la lotta di due sorelle contro l'occupazione nazista. 

In Galveston (autore della sceneggiatura lo stesso Pizzolatto, dietro lo pseudonimo Jim Hammett), la regista francese riesce a far emergere uno sguardo personale e profondo attraverso i canoni del genere, come aveva fatto nel suo racconto di formazione/thriller psicologico Respire (2014) che ne ha segnalato il talento ad Hollywood. La storia parte da Roy (Foster), killer alle prese con la spada di Damocle di una malattia terminale, che sopravvive all'agguato contro di lui a New Orleans dal suo capo, uomo d'affari leciti e illeciti, vendicativo, geloso e sanguinario, Stan (Beau Bridges). Nella fuga, il killer si trova a salvare anche una giovane prostituta nei guai con la banda, la diciannovenne Raquel detta Rocky, finita a fare 'il mestiere' dopo aver subito gli abusi del patrigno.

Inizia un viaggio on the road, nel quale la ragazza porta con sé anche la 'sorella' di tre anni Tiffany, che era rimasta con il patrigno. L'approdo per il trio, sempre più simile a una famiglia disfunzionale sui generis è un motel di Galveston in Texas, dove non sarà possibile evitare la resa dei conti. Roy pur non vedendo un futuro, finisce per aggrapparsi alla vita e Rocky, anche nello squallore emotivo di cui è vittima, mantiene la sua innocenza. Mélanie Laurent asciuga i lunghi dialoghi di Pizzolatto, lasciando spesso spazio all'immagine e alla potenza del non detto e sa trovare una chiave intima anche in un racconto dove non mancano violenze e traumi. Senza trascurare il pathos delle scene più d'azione, come l'ennesima fuga di Roy, raccontata dando l'impressione di un unico piano sequenza. 

"Mélanie è incredibile, l'energia vibrante del film viene da lei - ha detto Elle Fanning a Cineseries -. Essendo anche un'attrice mi ha sempre fatto sentire, molto compresa e protetta, anche nelle scene più estenuanti dal punto di vista emotivo. Poi ha sempre avuto quella visione globale sulla storia, che serve per realizzare un film indipendente come questo". La regista, leggendo la sceneggiatura, ha subito pensato a Elle Fanning, anche se non l'aveva mai incontrata, e ha voluto rendere il suo personaggio "un po' più forte e consistente". Secondo Mélanie Laurent, la giovane attrice americana (classe 1998) unisce, intelligenza, bellezza, e un'apparente fragilità "dietro cui si nasconde una forza inesauribile". 

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