Week end: cinema a casa, da Pinocchio al Sinatra cult

Affollamento su piattaforme, si va a caccia di titoli classici

La maggior parte dei titoli annunciati per la metà di aprile hanno subito uno slittamento indefinito (i siti di e-commerce si trincerano dietro la dizione "prossimamente disponibile") e di altri c'è una dubbia reperibilità. Va meglio ovviamente sulle piattaforme di streaming, ma qui il terreno di caccia si è fatto improvvisamente fin troppo vasto. Ecco allora, col beneficio del dubbio, qualche titolo da cercare anche in home video o almeno prenotare:
- PINOCCHIO di Matteo Garrone con Roberto Benigni, Federico Ieralpi, Gigi Proietti, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini. E' senz'altro una delle opere più attese della stagione perché in sala è stato molto amato ma non ha forse avuto tutta l'esposizione possibile a cavallo delle feste natalizie. Ideale quindi un recupero che consente di riunire intorno allo schermo di casa grandi e piccoli. I secondi saranno certamente abbagliati dall'infinita fantasia visiva dell'autore, dagli effetti speciali accuratissimi, dal ritmo intenso della fiaba di Collodi. Gli adulti ritroveranno una inedita fedeltà al testo originale, una volontà di rimuovere incrostazioni dell'immaginario collettivo troppo condizionati dalla riduzione firmata Disney e potranno agevolmente fare confronti con l'eccezionale lavoro per la tv di Luigi Comencini. Reperibile anch'esso in home video (ne vale la pena) così come la versione con Roberto Benigni attore e regista. E per i cinefili, attenzione al bel "Pinocchio" animato di Enzo D'Alò con i lussureggianti fondali di Lorenzo Mattotti.
    - TROPPO JOHNSON di e con Orson Welles e con Joseph Cotten, Virginia Nicholson, Edgar Barrier, Arlene Francis, Ruth Ford, Mary Wickes, Eustace Wyatt, Guy Kingsley, George Duthie.    Annunciato dall'etichetta indipendente DNA Lab e reperibile nella versione originale anche su Amazon, è il leggendario film perduto di Welles del 1938. Per molti appassionati è una rarità imperdibile anche se in verità non c'è un montaggio concluso, molte scene sono ripetute in quanto sono conservati i ciak originali, altri momenti sono lacunosi o dispersi. In origine doveva trattarsi dell'entr'act filmato tra i due tempi di una commedia in teatro. Il disastroso esito delle anteprime dello spettacolo convinse Welles a cancellare la tournée e il filmato finì in un baule. Più tardi l'autore mise mano a un abbozzo di montaggio pare come regalo di compleanno per l'amico e protagonista Joseph Cotten che appare con un buffo cappello di paglia stile Harold Lloyd. Poi se ne dimenticò e il filmato arrivò per vie misteriose a uno spedizioniere triestino ignaro del tesoro posseduto. E per circostanze altrettanto fortunose, grazie al contributo di un cinefilo esperto come Ciro Giorgini, fu scoperto dalla Cineteca del Friuli che ne ha curato il restauro e la prima presentazione alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Un piccolo gioiello che è bello avere in casa, come le strenne.
    - BIANCA di e con Nanni Moretti e con Laura Morante, Remo Remotti, Roberto Vezzosi, Claudio Bigagli, Enrica Maria Modugno, Vincenzo Salemme, Maxime Alexandre, Virginie Alexandre. Un capolavoro da riscoprire è certamente il film più anomalo dell'autore di "La stanza del figlio" che a metà degli anni '80 si confrontò con strutture "di genere" tra questo lavoro (che sfiora i contorni del giallo) e "La messa è finita" (che affronta il modello del melodramma). Grazie alla collaborazione con lo sceneggiatore Sandro Petraglia il film intreccia le fobie del professor Apicella e una misteriosa sequenza di omicidi che toccano i suoi nuovi vicini di casa. Novello James Stewart (Moretti scruta l'umanità come l'eroe de "La finestra sul cortile" di Hitchcock), anche Apicella indaga nelle vite degli altri, ossessionato da una voglia di purezza e di ordine morale che non ritrova e che è comunque alterato dalle morti sospette.    Finale a sorpresa.
    - L'UOMO DAL BRACCIO D'ORO di Otto Preminger con Frank Sinatra, Eleanor Parker, Kim Novak, Arnold Stang, Darren McGavin, Robert Strauss, John Conte, Doro Merande, George E. Stone, George Mathews, Leonid Kinskey, Emile Meyer. Ritorna in edizione restaurata un film di culto degli anni '50 con una memorabile interpretazione di Frank Sinatra. E forse proprio il prolungato soggiorno a casa cui siamo costretti è l'occasione per scoprire un cinema attualissimo anche se tanto diverso per ritmo e stile da quello che oggi siamo abituati a consumare. Asso del poker più o meno pulito e trafficante di droga (ma lui stesso è schiavo della morfina) Frankie Machine esce di galera e vorrebbe rifarsi una vita senza ricorrere ai mezzi di un tempo. Dietro le sbarre è diventato anche un musicista (suona la batteria), ma si illude di poter scacciare i fantasmi del passato. I folgoranti titoli di testa di Saul Bass hanno fatto scuola così come la colonna sonora jazz di Elmer Bernstein, ma nel 1958 fece soprattutto scandalo il tema della droga affrontato senza veli e senza dogmi morali, tanto che la censura americana bloccò il film per un anno, quando fu costretta a rivedere il proprio codice sull'onda dell'opinione pubblica. Una citazione esplicita del lavoro di Preminger si trova perfino nell'opera d'esordio di Claudio Caligari, "Amore tossico". Da rivedere o scoprire senz'altro. (ANSA 

   

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