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Christian, la serie supernatural con Pesce su Sky

Dal 28, con Santamaria e Silvia D'amico

"Un criminale con le stimmate, un picchiatore di periferia, che in verità viene quasi sempre gonfiato: un personaggio con venature pasoliniane. Mi sono molto affezionato a questo personaggio, non è un avido, ha una semplicità positiva, pensa che quello che gli è capitato sia un dono, ma si chiede anche perchè a me, ora cosa ci faccio". Edoardo Pesce (David di Donatello per Dogman) è Christian protagonista dell'omonima serie Sky Original in sei episodi che debutterà su Sky Atlantic, prodotta da Sky e Lucky Red in partecipazione con Newen Connect, e in streaming su Now il 28 gennaio. Presentata alla stampa alla presenza di tutto il cast. "Christian - prosegue Pesce - è anche un po' Edoardo, l'ironia, il cercare di alleggerire la situazione, sono mie caratteristiche". Alla presentazione anche Sonia Rovai (Director Scripted Production Sky Italia) e Andrea Occhipinti (Fondatore e presidente di Lucky Red). Pesce dice di aver "amato questo personaggio, non è un cattivo, non capisce subito cosa gli sta accadendo, non ha gli strumenti, vive con la madre adottiva, malata di Alzheimer (Lina Sastri) e non si accorge neanche quando fa il primo miracolo, resuscitandola da overdose l'amica Rachele (Silvia D'amico)". D'Amico ha rivelato: "sono la vicina di casa problematica, ma anche un po' una sorella di Christian quella che per prima si accorge di quello che è successo gli dice ero morta e lo indirizza cerca anche lei di cambiare. All'inizio non si doveva chiamare così, quando ho fatto il provino l'ho fatto per un personaggio che si chiamava Silvia, è stato Edoardo a cambiarle il nome mettendogli quello di sua sorella Rachele". Claudio Santamaria è invece Matteo, postulatore del Vaticano chiamato a verificare se quelle di Christian siano stimmate vere o semplicemente una frode: "Un po' San Tommaso, un po' Isacco, un po' l'Arcangelo Gabriele. Tutti questi aspetti lo rendono un personaggio estremamente conflittuale, vive un conflitto interno che lo dilania, insito nel mistero della fede, anche lui ha le sue stimmate". Christian si guadagna da vivere facendo l'unica cosa che sa fare: menare. Lo fa per il boss locale, Lino (Giordano De Plano), una sorta di fratello adottivo maggiore perché cresciuto con la stessa donna, Italia (Sastri). Un giorno, a Christian iniziano a far male le mani e a sanguinare: sono delle stimmate, anche se lui, coatto di periferia, non se ne rende conto. I poteri di Christian attirano l'attenzione di Matteo (Santamaria) Un'idea che, racconta il regista Stefano Lodovichi, nasce "anni fa dalla testa di Roberto Saku Cinardi e Valerio Cilio". "Volevo raccontare una storia supernatural in Italia. A fare da sfondo alle vicende narrate, all'epopea del criminale con questi poteri un luogo immaginario dai risvolti simbolici, la Città-Palazzo un non luogo: una scommessa della serie - spiega ancora Cinardi -. Doveva essere la Città-Palazzo di Christian, così come le vele sono diventate l'immagine di Gomorra, questa doveva essere il nostro tentativo per creare un'iconografia precisa". Quanto c'è di Jeeg Robot in Christian? Saku-Cinardi: "il corto è precedente a Jeeg Robot e con Mainetti ci siamo incontrati in quel frangente, era stato attore nel corto. Ci sono dei punti comuni tra cui all'inizio anche l'ambientazione di Tor Bella Monaca. Ci sono però differenze in Jeeg Robot ci sono riferimenti classici del mondo supereroistico, qui invece è un potere che è una dannazione, è un problema perchè non può più fare il suo lavoro". Per Santamaria che è stato protagonista del fortunato film per cui ha vinto il premio come miglior attore protagonista: "Christian e Jeeg Robot si toccano. Sono esempi di storie che rispondono all'esigenza di voler tornare ai generi che si allontanino dall'ombelico di chi scrive. La nostra capacità di italiani è quella di inserire certe nostre caratteristiche, dargli delle dinamiche emotive, mettere degli aspetti iper-realistici. C'è bisogno di capire che il cinema è anche gioco e divertimento". Quale approccio avete con la fede? Pesce: "tanto non è vero che Gesù non è un supereroe". Ma crede ai miracoli? "Io credo a quel che fanno le persone tutti i giorni, nel quotidiano, e ce ne sono...". Una serie esaltante, dall'inizio alla fine, è nata dalla mente di Roberto Saku Cinardi. Il prodotto è liberamente ispirato a un graphic novel, anche questo italiano, intitolato Stigmate, scritta da Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti, edita da Logos Edizioni. I volti di Edoardo Pesce, Silvia D'Amico, Giordano De Plano, Antonio Bannà, Claudio Santamaria, Francesco Colella, Gabriel Montesi, Lina Sastri e molti altri, ci accompagnano in un mondo dalla narrazione travolgente.

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