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Simona Marchini, "Una vita in dieci ore"

Su Rai Storia (canale 54) la sua "Domenica Con"

 "Una vita 'imprevista', diciamo così". Un aggettivo per riassumere un'esistenza cominciata con la guerra e in cui si sono incrociati la tv e la lirica, il teatro e l'impegno civile, e incontri di quelli che lasciano il segno: "Adesso ho riassunto tutto in dieci ore di tv, con leggerezza". Così l'attrice Simona Marchini racconta la sua "Domenica Con", il palinsesto scelto e commentato per i telespettatori nello spazio curato da Enrico Salvatori e Giovanni Paolo Fontana, domenica 24 ottobre dalle 14 alle 24 su Rai Storia.
    E prima di arrivare alla sua indimenticabile Iside Martufoni, parte dalla guerra e dal doc "Testimoni oculari: La battaglia di Roma" (1978) di Gianni Bisiach, a inizio pomeriggio, per ricordarsi così: "Credo che i bambini in guerra - dice - siano tutti adulti: la mia mamma faceva la staffetta con le donne di San Cosimato, portando le bombe sotto ai carciofi. Andavano alla Stazione quando c'era un treno di deportati, rischiando la vita, con bottigliette d'acqua, pezzi di pane e mio padre Alvaro era già andato a organizzare una brigata partigiana a Monterotondo".
    E al padre, grande imprenditore edile, poi mecenate di artisti dedica un documentario su Palma Bucarelli, prima donna direttrice di museo in Italia. Poi i ricordi si fanno più vicini, e compaiono i volti per lei più importanti, a livello umano e artistico: da Franca Valeri ("le ho voluto veramente bene, era una donna sempre presente sul piano civile, morale, etico") a Enrico Vaime, da Renzo Arbore a Riccardo Pazzaglia da Gianni Minà a Gigi Proietti. Volti che si intersecano, nel palinsesto, con i personaggi comici da lei inventati per la Tv: Iside Martufoni (A tutto gag, 1980), la centralinista di "Quelli della notte" (1985), "lei e l'altra" (Proffimamente non stop, 1987).
    E prima del film di prima serata, "Il concerto" c'è spazio per la Marchini inattesa cantante lirica nello spettacolo "Le convenienze e le inconvenienze teatrali", alla Fenice di Venezia del 1988: "Il sogno che mi ha accompagnato in tutta l'infanzia era fare la cantante lirica. Ascoltavo il mio idolo, la Callas, e cantavo appresso a lei. Avevo una bella vocina, intonata, però i miei non ebbero il coraggio di farmi lasciare la scuola. Così ho archiviato questo sogno della mia vita. Però la voce c'era comunque. E mi capitò il miracolo incredibile di cantare a La Fenice, una cosa assolutamente inaspettata, perché ero amica del grande baritono Leo Nucci". La "Domenica Con" di Simona Marchini si chiude con il ricordo affettuoso di Gigi Proietti ("mi ha regalato l'esperienza più completa e più incredibile della mia carriera di attrice di teatro") e con un appello: "Noi adulti e anche noi anziani, dobbiamo essere assolutamente positivi, costruttivi, generosi. Dobbiamo aiutare i giovani a recuperare la speranza, la voglia di vivere, la voglia di imparare. E questo esige la caduta di tante barriere inutili, di tanti pregiudizi assolutamente ingombranti, per aprirci, per ricreare comunità. Morale, civile e sociale". (ANSA).
   

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