Cultura

Emmy, trionfano 'The Crown' e 'Ted Lasso'

Premiata anche 'La Regina degli Scacchi'

I servizi in streaming trionfano sui network ai 73/i Emmy Awards, certificando il profondo cambiamento delle abitudini del pubblico davanti alla televisione, ma le vittorie di "Crown" e "La Regina degli Scacchi" di Netflix e "Ted Lasso" di Apple sono state temperate da polemiche: un solo attore di colore, Courtney B. Vance, per "Lovecraft Country" è stato premiato, mentre RuPaul è stato uno di sole tre persone di colore ad accettare un trofeo per "RuPaul's Drag Race", diventando con un totale di 11 statuette l'artista di colore più premiato nella storia degli Emmy. Condotta in presenza ma relativo social distancing dal comico Cedric the Entertainer, la notte è appartenuta alla quarta stagione di "The Crown": la saga sulla famiglia reale britannica ha vinto il premio per la miglior serie drammatica, regalando a Netflix il suo primo trofeo in una delle categorie più prestigiose per la televisione e dominando anche i premi per gli attori con statuette a Olivia Colman (la seconda regina Elisabetta dopo Claire Foy ad essere premiata), Josh O'Connor (Carlo), Gillian Anderson (Margaret Thatcher) e Tobias Menzies (Filippo). Premi anche a Peter Morgan per la sceneggiatura e Jessica Hobbs per la regia. I sette episodi della "Regina degli Scacchi" hanno vinto come miglior serie limitata e il fatto che il premio sia stato l'ultimo della serata conferma il prestigio conquistato da questa categoria. In un abito Dior color crema con sfarzoso strascico giallo canarino e gioielli di Tiffany - il ritorno del red carpet ai premi per la tv - Anya Taylor-Joy si è però vista strappare la statuetta da Kate Winslet, la poliziotta Mare di "Omicidio a Easttown". Netflix è stato il grande mattatore degli Emmy un totale di 44 trofei tra cui dieci nella cerimonia dei premi Primetime. Hanno seguito Hbo/Hbo Max con 19 statuette e Disney+ con 14. Grande serata anche per Apple tv, un servizio in streaming nato solo due anni fa, che ha portato a casa 11 Emmy di cui quattro ieri per "Ted Lasso". L'improbabile serie buonista sul coach di football americano paracadutato ad allenare una squadra di calcio inglese è il nuovo "Schitt's Creek" che nel 2020 fece l'en plein: ha vinto per la miglior serie comica, il miglior attore in una serie comica (Jason Sudeikis) e le interpretazioni di Hannah Goldstein e Brett Goldstein che ha ringraziato in perfetto stile Roy Kent (il suo personaggio) con una litania di espressioni coperte dai "bleep" della censura. A mitigare il successo di Ted Lasso è stata la concorrenza di "Hacks": la commedia brillante di Hbo Max su una anziana "comedian" di Las Vegas e la sua aiutante millennial ha vinto per la miglior attrice (Jean Smart), la sceneggiatura e la regia di Lucia Aniello. La Smart, madre della Winslet in "Omicidio a Easttown", era candidata anche come miglior attrice non protagonista in una serie limitata, ma il premio è andato a Julianne Nicholson, co-star della stessa serie.

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