Cultura

Sul Tetto Del Mondo-Bonatti-Podestà, il grande amore

Con Boni e Grimaudo regia Vicario figlio attrice

 "Ma che razza di esploratore sei, se non riesci a trovare neppure l'Ara Coeli a Roma?". Nasce così, da un errore al primo appuntamento - aver confuso l'Ara Coeli con l'Altare della Patria - la storia d'amore tra la diva del cinema che arrivo a Hollywood Rossana Podestà e Walter Bonatti. Un amore raro, possibile solo per due personalità agli antipodi ma con le anime affini. Quel primo appuntamento è datato 2 giugno 1981 e la loro storia d'amore durerà trent'anni. Anche se a far da contorno i demoni della spedizione del K2, Bonatti quasi cinquant'anni a veder riconosciuta la sua versione. Nel decennale della sua morte, la storia straordinaria del Re delle Alpi  (scomparso il 13 settembre del 2011) e la sua grande storia d'amore con Rossana  (venuta a mancare nel 2013) vengono raccontate in prima tv assoluta su Rai 1 domenica 12 settembre in prima serata con una docufiction evento, "Sul tetto del mondo - Walter Bonatti e Rossana Podestà", diretta da Stefano Vicario, figlio di Rossana. "Mi sono sentito in dovere di raccontare i tanti episodi che punteggiano questa vicenda perché ne sono stato testimone in prima persona", dice il figlio e regista (il padre era Marco Vicario che diresse Rossana in film di successo come i 7 uomini d'oro) prima della separazione nel '76 (è morto lo scorso anno Ndr). A prestare il volto al grande alpinista Alessio Boni bergamasco come lui e alla grande attrice, Nicole Grimaudo. Esploratore, giornalista, scrittore, fotoreporter per Epoca: Walter Bonatti, il più grande alpinista di tutti i tempi, aveva una personalità ricca di sfumature. La docufiction è prodotta da Stand By Me in collaborazione con Rai Fiction. Girato anche nei luoghi reali della loro storia, come la casa della Podestà all'Argentario, il racconto parte dal loro primo incontro a Roma nel 1981, lei separata con due figli aveva rilasciato un'intervista dove affermava che sarebbe scappata su un'isola deserta con Bonatti che non conosceva, lui non si fece sfuggire l'occasione e le inviò una lettera alla quale lei rispose dandogli un appuntamento, e si sviluppa fino alla morte di Walter, avvenuta il 13 settembre 2011 a 81 anni, ripercorrendone momenti pubblici e privati attraverso la voice over di Rossana, la sola capace di tenergli testa per trent'anni. "Non esistono solo le montagna - spiega Grimaudo - gli diceva c'è anche il mondo delle persone normali la famiglia, i bambini le tavolate. Ma lui non era abituato agli affetti, lei ha saputo domarlo e salvarlo dai demoni interiori e allo stesso tempo a lei lui ha regalato la felicità dell'amore totale, l'ha fatta viaggiare, ha scoperto insieme a lui cose che nessun tappeto rosso le avrebbe mai regalato: la libertà di essere se stessa". Centrale nella narrazione l'eco della spedizione alpinistica che il 31 luglio 1954 conquistò per prima la vetta del K2, le polemiche che seguirono e la lotta lunga cinquant'anni per affermare definitivamente la versione di Bonatti. Per Boni è stato "un privilegio avvicinarmi al re delle Alpi, le scalate che ha fatto anche in solitaria. In certe località montane se pronunci il suo nome è come pronunciare quello di una divinità. Aveva trovato una sorta di adrenalina nella velocità, chi riscopriva l'adrenalina invece nella lentezza poteva fare ciò che ha fatto Walter Bonatti. Una delle frasi che mi ha colpito di più è: 'Chi più in alto va, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna". Da bergamasco come lui, insiste "riconosco certe "spigolature magari del carattere ma anche la tenacia di andare in fondo, di non arrendersi. E lui alla fine ha avuto ragione peccato che ha dovuto aspettare una vita. Sentiva forte il tradimento subito e ha portato avanti fino all'ultimo la sua ricerca di verità, poi è arrivata quella foto che ha riscritto tutto". Walter trascina Rossana nei suoi viaggi, fatica ad accettare il suo ambiente famigliare e intanto si batte perché la sua verità sul K2 venga riconosciuta. Si amano alla follia, imparano ad accettare pregi e difetti reciproci e stanno insieme fino agli ultimi istanti di Walter, che muore di tumore dopo grandi sofferenze. "Un rapporto - aggiunge Grimaudo - tra due caratteri forti che si completano a vicenda: Walter trova in Rossana una persona di cui fidarsi ciecamente, che lo sa rassicurare; lei trova in lui l'uomo capace di ridarle fiducia e di allontanarla dal glamour cinematografico che lei non aveva mai veramente amato". Viene ripercorsa così l'intera vita di Bonatti, dall'infanzia difficile alle imprese alpinistiche in tutto il mondo, dai reportage realizzati per la rivista Epoca ai viaggi con Rossana, fino alla scrittura dei suoi libri. Arricchiscono il racconto testimonianze di esperti di alpinismo e personalità del mondo del cinema e della cultura: Reinhold Messner e Simone Moro, tra i più famosi alpinisti al mondo; Vincenzo Torti, Presidente del CAI; Roberto Mantovani, amico di Bonatti e storico dell’alpinismo; Nando Nusdeo, membro dei “Pell e Oss”. Tra gli intervistati anche Piera Detassis, Valeria Fabrizi, l’editor Giovanna Canton, la guida alpina Arnaud Clavel, Fabio Fazio, Michele Serra, il giornalista e biografo di Bonatti Angelo Ponta, le nipoti della Podestà, Alice e Margherita Vicario. Dice il regista Vicario: "Alessio e Nicole mi hanno fatto il regalo di restituirmi mia madre e Walter che è stato un secondo papà e un nonno per i miei figli. Più li guardavo e più Walter e Rossana mi convincevo che erano tornati in vita. Il loro amore è stato cosi' grande che mamma non è sopravvissuta alla morte di Walter". (ANSA).

   

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