Luca Parmitano, io tra Capitan Harlock e Gagarin

L'astronauta firma la 'Domenica con' di Rai Storia

"La mia generazione è cresciuta con un immaginario collettivo, non solo ereditato dalle missioni dell'Apollo, ma anche visto nelle immagini fantasmagoriche dei cartoni animati giapponesi. Nomi che per noi sono diventati familiari come quelli di amici reali, quali Capitan Harlock, Capitan Futuro, che vivevano le loro avventure in uno spazio raggiungibile, immediato, abitato. Probabilmente quello spazio dell'immaginario giapponese che poi si trasferì in trasmissioni con gente in carne e ossa come Star Trek o Spazio 1999, condizionò un'intera generazione che vide lo spazio come una casa da raggiungere, un luogo da abitare e un terreno da esplorare". Il viaggio dell'astronauta dell'Esa Luca Parmitano nello spazio è cominciato così, davanti al piccolo schermo, fino a "passeggiare" davvero intorno alla Terra. Lo racconta egli stesso, scegliendo e commentando - tra scienza, fantascienza e letteratura - il palinsesto della "Domenica Con", curata da Enrico Salvatori e Giovanni Paolo Fontana, in onda domenica 11 aprile dalle 14 alle 24 su Rai Storia.
    Una data scelta non a caso: sessant'anni fa, il 12 aprile, Yuri Gagarin diventava il primo uomo nello spazio: "Un eroe che appartiene a tutta l'umanità - dice Parmitano - ma probabilmente se Gagarin potesse vedere oggi quello che è stato fatto negli ultimi 60 anni non crederebbe ai propri occhi. Un'evoluzione che non è soltanto scientifica, ma anche tecnologica e umana, perché gli astronauti di oggi sono molto diversi dalla selezione di Gagarin".
    L'astronauta italiano - per la prima volta nello spazio nel 2013, poi al comando della Stazione Spaziale Internazionale, nel 2019 - apre il palinsesto ricordando proprio il cosmonauta russo con un "Quark" del 1981 in cui Piero Angela intervista anche Isaac Asimov, uno dei padri della fantascienza, e continua il viaggio commentando Speciali e documentari su astronauti e scienziati, sugli "allenamenti" per il cosmo, sulla corsa tra Usa e Urss, senza dimenticare l'Apollo 11, forse la missione più conosciuta dello spazio, la prima a portare l'uomo sulla Luna.
    Dopo aver ricordato i fantascientifici "anime" giapponesi e proposto un classico come "Spazio 1999", in prima serata ecco il documentario "Bajkonur, Terra" dedicato alla base in Kazakistan dalla quale lo stesso Parmitano è partito nel 2013 verso la Stazione Spaziale.
    A suggellare il palinsesto, una rara intervista all'autore di fantascienza e inventore britannico Sir Arthur Charles Clarke (autore di "2001 - Odissea nello spazio") e "Il viaggio di Astolfo", riletto da Bernardino Zapponi nel 1971. E' l'occasione per rivedere due grandi: Gigi Proietti nel panni del paladino Astolfo, e Renato Rascel in quelli di un delizioso "Pierrot lunaire".
    "Dov'è il confine tra fantasia, fantastico, fantascienza, scienza?", si chiede Parmitano. "A volte è difficile comprendere questo confine. Se pensiamo ad autori come Asimov, come Jules Verne, e se torniamo ancora indietro nel tempo, molto più indietro, persino il nostro Ariosto dedicò parte della sua produzione al fantastico, a quella che oggi verrebbe chiamata fantascienza, prima ancora che essa esistesse". (ANSA).
   

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