Ciro vince LOL, 'C'è voglia di leggerezza'

Volto dei The Jackal, 'ce l'ho fatta grazie a mia figlia'

"LOL è aria fresca da respirare. E gli italiani avevano bisogno di ridere, di sentire di nuovo un po' di leggerezza. Ma un successo del genere davvero non me lo aspettavo": Ciro Priello, attore e volto dei The Jackal, si gode l'incredibile ondata di affetto e positività con cui il pubblico lo ha travolto dopo la sua vittoria a "LOL: Chi ride è fuori", il comedy show di Amazon Prime Video, prodotto da Endemol Shine Italy e disponibile su Prime Video in 6 puntate dal 1 aprile (le ultime due visibili dall'8 aprile). Dopo una strenua lotta per cercare di non cedere alle risate mentre per 6 ore è rimasto chiuso in una stanza con altri 9 agguerriti e validissimi amici comici - Frank Matano, Lillo, Katia Follesa, Angelo Pintus, Elio, Fru (collega dei The Jackal), Caterina Guzzanti, Michela Giraud e Luca Ravenna, con Fedez e Mara Maionchi come host e co-host che li osservavano da una control room - Ciro è riuscito a resistere e rimanere serio, dimostrando un incredibile self control, in quello che senza dubbio è l'esperimento a metà tra il web e la tv più riuscito degli ultimi tempi. Impossibile negare che LOL sia un vero e proprio fenomeno, già diventato un cult, sulla bocca (e sui social) di tutti: sul web è tutto un susseguirsi di battute tratte dallo show e di meme, con gli utenti che gridano al genio e già richiedono una seconda stagione, arrivando perfino a suggerire il prossimo cast. "Mi sono divertito tanto, però non mi aspettavo un successo del genere: Amazon è una piattaforma meravigliosa ma questo è stato un esperimento con lo streaming. LOL è diventato virale, fuori controllo, tutti ne hanno parlato benissimo: è evidente che sia capitato nel momento giusto, visto che siamo costretti a stare ancora dentro casa. Le risate ci fanno dimenticare questo bombardamento mediatico sul covid", dice all'ANSA l'attore, "Il pubblico che reinventa le gag è il fascino del web: il vero genio sono gli stessi utenti, che ricreano e riadattano. Ci succede anche con i video dei The Jackal".
Sulla sua vittoria (in palio 100 mila euro da dare in beneficenza che l'attore devolverà ad Action Aid, "ho avuto modo di vedere il lavoro che fanno in Africa - dice - porto nel cuore i visi e gli occhi di quei bambini entusiasti di qualsiasi cosa"), Ciro ammette che la chiave è stata sua figlia: "ce l'ho fatta grazie a lei, ho puntato sulla tenerezza con Katia, unica rimasta in gara con me", spiega, "ancora non so come ho fatto.
Ho pensato all'inizio che l'unico modo per nascondere le risate fosse mangiare e bere. Quando ho visto chi c'era, tra Elio, Lillo e Pintus, una scheggia impazzita che infatti mi ha fatto avere la prima ammonizione, e poi tutti gli altri, avevo così tanta paura che sono salito sul palco per primo. Non pensavo di arrivare alla fine".
Qual è davvero il segreto del successo di LOL? Forse la scintilla creata da comici della "vecchia guardia" accanto alle "nuove leve" nate in epoca digitale? "La vera forza di LOL è che io e miei colleghi non lo abbiamo mai vissuto come un format tv, ma come un posto in cui scherzare e tentare di non ridere", spiega, "credo però che la comicità sia unica: alcuni di noi sono nati come comici sul web, ma ci siamo formati guardando per giornate intere quello che facevano Elio, Lillo e gli altri.
Siamo stati influenzati dalla loro arte". Eppure c'è chi non ha riso, e ci sono state alcune polemiche sui giornali. "Credo che le critiche siano il sale del nostro lavoro, intanto però ci godiamo quelli a cui piacciamo. E poi cerchiamo di non drammatizzare, non si può piacere a chiunque".
Quali saranno i suoi prossimi progetti in tv? "Dal 26 aprile sarò su Real Time con Cortesie in famiglia: io partecipo a 7 puntate e sarò il terzo giudice, quello popolare, accanto ai due più 'tecnici' Enzo Miccio e Chiara Maci", rivela, "è stata una bella esperienza perché nel programma vado a ruota libera, prendo di mira un po' tutti quanti e gioco un po' col meta testuale. Poi con i The Jackal continueremo a lavorare col digital che è la nostra casa, e faremo una nuova serie Generazione 56k da noi prodotta che andrà su Netflix". Il 30 marzo è uscito per Rizzoli il libro "Non siamo mai stati bravi a giocare a pallone" tutto incentrato su The Jackal. "E' un libro meraviglioso, che racconta la nostra storia magica", dice, "io e Simone Russo ci conosciamo dall'asilo, poi abbiamo incontrato gli altri alle medie, da lì è partita la nostra storia d'amore.
Ora la famiglia si è allargata e ci sono 16 persone che lavorano stabilmente. Nel libro raccontiamo alcune storie prima dell'avvento di YouTube e anche qualche segreto". (ANSA).

   

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