Podcast, on demand e live, nasce RaiPlay Sound

Al via tra maggio e giugno. Attesi Fiorello e Arbore

Podcast, ascolto on demand, live radio. Con tante storie, musica, informazione, ma anche tutta la ricchezza degli archivi. In qualunque momento, dove vogliamo.
    Dopo il successo di RaiPlay, nasce RaiPlay Sound, la nuova piattaforma multidevice Rai dedicata all'audio originale, che di quel primo esperimento e della radio "tradizionale" è in qualche modo figlia. Un nuovo debutto per la Rai nell'era del boom dei podcast, per la quale già si attendono talent come Rosario Fiorello, Renzo Arbore e le tante voci di RadioRai.
    "All'inizio della nostra consigliatura - spiega l'ad di Viale Mazzini, Fabrizio Salini - tra i nostri obbiettivi c'era traghettare la Rai da servizio pubblico tradizionale a vera media company. Abbiamo varcato una nuova frontiera con RaiPlay, che in pochissimo tempo è riuscita a porsi al livello di grandi gruppi internazionali con l'orgoglio di una piattaforma italiana e di servizio pubblico. E lo facciamo ora con Raiplay Sound.
    Anche in questo caso ci confronteremo con grandi soggetti internazionali. Non ci fa paura, perché le potenzialità, la ricchezza, la capacità produttiva, l'archivio della nostra azienda non hanno veramente pari ed eguali".
    "La radio, di cui io sono fan - aggiunge il presidente Rai, Marcello Foa - ha vinto molte sfide, anche l'ultima con il Covid, quando si diceva che per il calo del traffico avrebbe subito una battuta d'arresto. Anche RaiPlay Sound ora ha tutte le caratteristiche per essere una storia di successo e sarà parte fondamentale delle strategie dell'azienda".
    Al debutto "tra fine maggio-inizio giugno", la piattaforma offrirà dunque contenuti originali audio in streaming e offline, spaziando dall'arte alla storia e poi filosofia, scienza, ambiente, attualità, politica, sport. Ma anche live streaming e ascolto on demand dei programmi dei 12 canali Radio Rai. Avrà un'interfaccia intuitiva e funzioni di ultima generazione che la renderanno accessibile in mobilità, a casa o in macchina (chi ha già l'app delle radio Rai troverà in automatico l'aggiornamento alla nuova).
    Realizzate le infrastrutture, con anche tutti gli studi di via Asiago digitalizzati, la grande sfida si gioca sui contenuti per i quali la piattaforma si candida a vera factory. "Non sarà un'upgrade della radio", spiega il direttore di Rai Radio Roberto Sergio. Pensata per soddisfare il bisogno di una scelta sempre più "verticale", "i suoi competitor saranno Spotify, Audible, Youtube. Il nostro obbiettivo è diventare leader nel settore dei podcast in Italia", aggiunge, proprio nel giorno in cui anche Spotify con The Jackal lancia il suo primo prodotto originale nostrano.
    "Vogliamo raggiungere il pubblico affascinato da questi nuovi prodotti, chi ascolta on demand, rispondere a nuove esigenze - rilancia Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay e Digital - Potremo avere spin-off di prodotti tv, audiodescrizioni per i non vedenti, contenuti per le minoranze linguistiche, prodotti Rai per il sociale, eduteinment, stand up comedy. Stiamo studiando la Generazione Z, i loro bisogni".
    A salutare la nuova piattaforma, anche un veterano della radio come Renzo Arbore, "Sono entrato in Rai come programmatore e poi come primo deejay - ricorda - Quanti cambiamenti ho visto. Molti li abbiamo anche provocati con Gianni Boncompagni. RaiPlay Sound è una tappa importantissima del futuro. A me interessa soprattutto la riscoperta dell'archivio". "Era tutto quello che stavamo aspettando. Una piattaforma, sonora, musicale, digitale, di cui tutti sentivamo la mancanza - rilancia a distanza Fiorello - Aspettatemi, eh? - strizza l'occhio in video da Sanremo - Giusto il tempo di finire queste cinque giornate del Festival". (ANSA).
   

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