Young stories, influencer tra attivismo e pandemia

Su RaiPlay, protagonisti 13 under 25, da Gargari a Two Twins

Ludovica Gargari, attrice che ha portato online la sua passione per la cucina ed ha vinto la sua battaglia contro l'anoressia; la 18enne Aya Mohamed, attivista che dà voce alla realtà delle ragazze velate in Italia; il dj autodidatta Federico Gardenghi; Victoria Oluboyo, studentessa e attivista che combatte le discriminazioni e gli stereotipi attraverso il suo blog; Luca Petrogalli, rimasto bloccato nell'Università del Winsconsin da solo durante il lockdown del 2020; i gemelli Fabrizio e Valerio Salvatori (Two Twins) che attraverso i social danno anche lezioni ai più anziani per superare il 'digital divide'. Sono fra i 13 influencer protagonisti degli autoritratti in tempi di pandemia che compongono Young stories, nuova serie di Rai per il Sociale dedicata agli under 25, appena arrivata su RaiPlay. Un racconto immersivo sulle giornate tipo di ragazzi che sul web hanno superato paure, coltivato passioni e intrapreso professioni. "Young Stories rispecchia la nostra missione di servizio pubblico ed è parte del nostro progetto maestro Manzi 4.0, con cui la Rai si impegna ad aiutare il Paese a superare il digital divide - spiega Giovanni Parapini, direttore Rai per il Sociale -. Questo è un programma coraggioso, dedicato a una fascia d'età che ha molto sofferto le limitazioni della pandemia". Tra i 13 influencer c'è una presenza maggioritaria femminile (otto a cinque), "un altro aspetto che richiama i nostri valori fondanti, tra i quali mettere in primo piano visione, inclusione, parità di genere, diversità e disabilità" aggiunge Parapini. Nel gruppo dei "13 ragazzi della nostra tavola rotonda" come li definisce Simona Ercolani, ad e guida creativa di Stand by me che produce il programma, ci sono anche Virginia Montemaggi, che parla di scuola e invita i follower a valorizzare la propria individualità; Elisa Muriel De Gennaro, youtuber orgogliosa del suo essere curvy, pro-libertà di scelta e contro le discriminazioni anti-obesità; Chiara Bordi, modella, arrivata terza a Miss Italia 2018 che anche da disabile vive appieno le sue passioni; Marcello Ascani, youtuber 'nomade' che racconta i suoi viaggi; l'attivista green Federica Gasbarro; Cristina Chiperi, scrittrice che sulla piattaforma Wattpad si confronta continuamente con i lettori; il cantante e polistrumentista Matteo Markus Bok. Protagonisti scelti attraverso "una call to action e un nostro scouting sul web - spiega Simona Ercolani - per noi era molto importante il messaggio che ognuno di questi ragazzi veicola". La docuserie arriva in un momento nel quale troviamo in cronaca episodi drammatici legati a certi eccessi del web, come le sfide su Tiktok: "In alcuni degli autoritratti si trattano anche gli aspetti negativi dei social, il riflettere a volte una crudeltà che punta a distruggere. Ne parla ad esempio Elisa Muriel De Gennaro che combatte il body shaming in rete. I ragazzi nel raccontarsi fanno anche esplodere delle tematiche". La Rai è "impegnata a rappresentare la complessità - spiega Elena Capparelli, direttrice RaiPlay e Digital - e in particolare, RaiPlay presta grande attenzione al mondo della generazione zero e dei millennials che ha bisogno di essere ascoltato, anche in un modo diverso, senza guardarlo dall'alto e comunque mai semplificando, affrontando anche i temi più complessi. In Young Stories si entra in un linguaggio nuovo, una porta d'accesso molto preziosa anche per il mondo adulto". Una strada che su RaiPlay ripaga anche in termini di audience (gli utilizzatori della piattaforma per il 50% hanno meno di 44 anni): "Stando agli ultimi dati, a gennaio 2021 rispetto a gennaio 2020 è raddoppiato il tempo speso dagli utenti, pari a +91%; 27 milioni di utenti hanno scaricato l'app e 17 milioni si sono registrati". Si sta lavorando inoltre ad aumentare la circolarità dei contenuti con l'arrivo di programmi di RaiPlay anche nel palinsesto generalista, "tenendo sempre conto dei profili di ascolto e dei formati. Lo abbiamo già fatto ad esempio con Edoardo Ferrario, e lo faremo con una nostra docuserie che deve ancora partire, sul corpo di ballo della Scala, che andrà in onda anche su Rai5".

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