Chiara Maci, torno alla scoperta dell'Italia a morsi

Da 27/1 su Food Network. Protagonisti i custodi delle tradizioni

"Sono fortunata. Entro nelle case delle persone da sconosciuta. E dopo due giorni di riprese, esco da amica. La cucina, come nella vita, è una scusa per stare insieme, stringere legami, scoprire storie". Parola di Chiara Maci, food blogger da quasi 700 mila followers sul suo profilo @chiarainpentola, pronta a tornare in tv con la terza edizione de "L'Italia a morsi", dal 27 gennaio alle 22 su Food Network (canale 33) e poi in streaming su Discovery+. Venti nuove puntate su e già per lo stivale, in cui questa volta i protagonisti saranno i "custodi della tradizione", tra nonne che da generazioni preservano antiche ricette e mamme appassionate di cucina, organizzatori di sagre storiche, confraternite enogastronomiche, autrici di libri di cucina. Insomma, tutti amanti delle specialità made in Italy, che hanno preso l'impegno di conservare e tramandare i segreti della tradizione enogastronomica nostrana.

"Siamo partiti a settembre con un grande punto interrogativo. Una troupe di dodici persone, in giro per l'Italia fino a dicembre: non era scontato riuscirci", racconta la Maci all'ANSA. La sua prima tappa sarà Mantova, per proseguire poi a Viareggio, Ancona, Livorno, Bergamo, Venezia, Urbino, Crema. "Il bello è stato riscoprire ricette che gli stessi abitanti locali a volte non conoscono - prosegue - Come la torta dolce di spinaci che a Reggio Emilia si mangia a colazione. Se vai al ristorante non la trovi. Soprattutto, sono piatti che raccontano storie. A Ferrara ho incontrato un panettiere di più di 80 anni, che continua a preparare il tipico pane locale secondo la ricetta del papà, morto in guerra. Ho capito che da sempre è un modo per tenerlo ancora in vita, accanto a se'. O il pasticcere di Viareggio delle Bombe della Fauzia, intitolate a sua moglie. Se gli chiedi quale sia il segreto, ti risponde: l'amore per la Fauzia. E ha ragione lui - riflette la Maci - Le ricette delle nostre nonne, in realtà, per il 90% sono 'sbagliate', usano grassi e cotture in modo scorretto. 'Stressano' gli ingredienti. Ma non importa. La ricetta perfetta è quella che ha dentro l'emozione, che ti ricorda quando eri bambino. Anche io oggi porto in tavola uno stufato di patate, zucchine e pomodoro su un letto di friselle, che dello stufato in realtà non ha nulla, ma che mi preparava mia mamma e che probabilmente arriverà anche i figli dei miei figli".

Non solo fornelli, però: in ogni puntata la conduttrice si cimenterà anche in speciali esperienze sul territorio, dalla pesca delle vongole in Laguna alla vendemmia, dalla preparazione della carne salada trentina alla visita di uno dei mercati del pesce più antichi d'Europa. Mamma di Bianca e Andrea, compagna dello chef Filippo La Mantia, ma in un anno in cui, tra lockdown e zone rosse, tutti si sono riscoperti cuochi e panificatori, cosa fa una blogger di cibo? "E' vero - ride lei - ho visto gente che non sapeva neanche dove fosse la cucina in casa, lanciarsi improvvisamente nell'accudimento del lievito madre. Per un'iperattiva come me, ce n'è da fare in questo periodo. Anzi, sono felice di restare più a casa. Le altre mamme a scuola dei miei figli mi guardano spesso come una matta quando alle 8 di mattina sono felice di poter tornare a impastare e a preparare 200 ricette al giorno. Il nostro lavoro - prosegue - è cambiato. Prima, si puntava tutto su ricette veloci, sia nella realizzazione che nella spiegazione. Addirittura, su Tik Tok esistono ricette in 20 secondi. Da marzo, invece, mi sono dedicata alla riscoperta delle preparazioni lente, come la guancia brasata che va cotta per ore o pani che devono crescere tutta la notte. Un bellissimo modo per tenersi occupati".

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