Cultura

Rai, insieme contro la violenza sulle donne

Programmi e iniziative per 25/11. Bonetti, servono parole nuove

"Insieme possiamo farcela. Dipende da te, dipende da tutti noi". E' il messaggio che la Rai vuole mandare anche quest'anno in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre e che sarà veicolato dai principali conduttori dei programmi della tv pubblica. La programmazione dedicata in tv, alla radio e sul web e le iniziative collaterali sono state rese note in una conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il ministro per le Pari Opportunità, Elena Bonetti.

"Sappiamo quanto il servizio pubblico abbia aiutato il nostro paese durante il lockdown, nella formazione e nella costruzione di legami forti nella società - ha detto -. All'interno di questo lavoro c'è stato un grande aiuto per l'emersione del tema della violenza sulle donne, con campagne che hanno portato a un aumento delle richieste di aiuto. Occorre trovare un linguaggio diverso nel racconto della violenza, che non può essere mai giustificata, ad esempio con una separazione che fa pensare in qualche modo una reciprocità di responsabilità. E' necessario trovare parole che restituiscano speranza e fiducia alle donne in questa battaglia".

"E' una battaglia che ci vede impegnati ogni giorno, che purtroppo non è ancora vinta - ha detto il presidente della Rai, Marcello Foa -. Il lockdown favorisce la violenza domestica, ma può essere un momento propizio per far passare questo messaggio di civiltà. Per questo il 25 novembre la Rai sarà in prima linea per fare in modo che questo messaggio passi con la dovuta forza". Se mediamente su base annua viene uccisa una donna ogni sei giorni, infatti, come riportato nell'ultimo Dossier Viminale, durante il lockdown le donne hanno rappresentato il 75,9% delle vittime di omicidi in ambito familiare-affettivo. Una vera emergenza che la Rai proverà a combattere trasformandosi in una "piazza virtuale", per coinvolgere tutti in una mobilitazione collettiva. Un fascio di luce rossa illuminerà la facciata del palazzo di viale Mazzini sulla quale sarà proiettata la scritta "Insieme contro la violenza sulle donne" dalla sera del 24 alla mattina del 26 novembre.

Le panchine rosse, diventate il simbolo dell'impegno del servizio pubblico contro la violenza di genere, già presenti in diverse sedi Rai, verranno posizionate all'interno delle scenografie di alcuni programmi tv e della visual radio. La Direzione Creativa Rai ha inoltre realizzato teaser, bumper per la tv, il web e la radio, uno spot istituzionale. In occasione della Giornata internazionale, inoltre, Rai Radio1, come spiegato dalla direttrice di Radio1 e Gr Rai, Simona Sala, rilancia anche la campagna "No women no panel - Senza donne non se ne parla", impegnandosi ad una equa rappresentanza di genere in tutte le trasmissioni. A ricordare il palinsesto della tv pubblica per il 25 novembre il direttore Distribuzione Rai, Marcello Ciannamea e il direttore Rai Radio, Roberto Sergio. Rai1, in un'ideale staffetta, dedicherà l'intera programmazione all'importanza di questa battaglia. La serata, poi, sarà interamente dedicata alla Giornata mondiale: alle 21.25 andrà in onda "Techetechetè" e, a seguire, alle 21.35 il film di Marco Tullio Giordana "Nome di donna". Nella puntata di "Porta a Porta", in onda alle 23.15, Bruno Vespa affronterà il tema con un'intervista al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

I programmi del daytime di Rai2 ospiteranno uno spazio di approfondimento nelle rispettive puntate del mercoledì. E il tema sarà anche affrontato da Annalisa Bruchi nel suo "Restart", in onda alle 23.25. Venerdì 27 novembre, in seconda serata sempre su Rai2, Rai Documentari presenta "Butterfly". Oltre ad un segmento dei programmi Quante Storie e Geo, Rai3 manderà in onda alle 13.00 del 25 novembre il documentario "Parlano le donne". Ampio spazio alla ricorrenza anche sui canali specializzati e sulla radio. "E' importante che la Rai contribuisca a questo percorso, perchè la violenza sulla donne si batte prima di tutto sul piano culturale - ha detto Karina Laterza, presidente Commissione Pari Opportunità Rai -. Dovremmo cominciare a parlarne come violenza maschile, perché è importante che la maggioranza degli uomini colga l'importanza del rispetto sostanziale per le donne".

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