Stalk, quando la vendetta è online

Su Rai Play serie cyber/noir su hackeraggio e bullismo sul web

(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Trovare "un varco nel cervello della vittima. L'hackeraggio non è solo un sistema di linee e codici, devi entrare nella testa della persona". Lo sa bene Lucas, nickname Lux (Theo Fernandez), genio in erba della codifica che decide di usare il web per vendicarsi di chi l'ha umiliato in Stalk, la serie francese di GA&A productions, realizzata da France TV, nata da una idea originale di Simon Bouisson e Jean-Charles Paugam (10 puntate di circa 24 minuti) appena arrivata su Rai Play. Vincitrice di due riconoscimenti, per la Miglior regia (Bouisson) e il Miglior Giovane Attore (Fernandez) al Festival de la Fiction TV de La Rochelle 2019, e reduce dal successo in Francia, Stalk ha avuto l'anteprima italiana in Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.
    I cyber universi di informazioni sempre più personali costruiti da social networks, videocamere, microfoni, app e email, iniziano a diventare tema frequente per film e fiction (da Mr Robot a Searching), ma Bouisson li racconta dalla prospettiva più vicina a noi. Quella in cui ci porta Lux, 18enne studente all'Ensi (Scuola nazionale delle Scienze informatiche), che durante una giornata di 'inserimento per le matricole' finisce vittima delle umiliazioni imposte dal brillante e senza troppi scrupoli Alex (Pablo Cobo) con i suoi amici, pronti a riprendere tutto e a rendere Lux oggetto di scherno sul web. Lux però non perdona e ordisce una vendetta a 360 gradi, che passa per il web stalking continuato dei suoi 'nemici,' in modo da scoprirne tutti i segreti, dai tradimenti allo spaccio di droga via app.
    "Controlliamo i profili facebook, cerchiamo su google, esaminiamo i profili instagram. Siamo tutti degli stalker, l'importante è non essere beccati" spiega Lux.
    Il ritmo serrato degli episodi e le continue porte spalancate via web sulle vite degli altri, rendono la serie un coinvolgente thriller psicologico che parla direttamente alle abitudini online del pubblico, tra vittime e carnefici a tiro di social network e profili. (ANSA).
   

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