Sassoli, bisogna riscoprire il servizio pubblico 'alla Zavoli'

Evento al Prix Italia con docu su grande giornalsita

 Il modo di fare giornalismo di Sergio Zavoli "era artistico ed epico. Ha inventato i codici del servizio pubblico della Rai, che oggi non sempre vengono rispettati in nome dell'Auditel dello scoop. Oggi è raro quel giornalismo straordinario, colto, etico, nobile che ha insegnato lui". Lo dice Renzo Arbore, nella conversazione moderata da Marco Frittella, con Renato Parascandolo e Michele Mirabella che ha introdotto il debutto come evento del Prix Italia (a Roma dal 24 al 26 settembre), di 'Zavoli racconta Zavoli, il documentario di Andrea di Consoli realizzato da RAI Teche sul maestro del giornalismo, scomparso il 4 agosto. E' un montaggio incrociato di dichiarazioni, interviste, opinioni, idee, confessioni che Sergio Zavoli ha rilasciato in decenni di interviste e dichiarazioni, dalla Rimini dell'adolescenza raccontata anche con gli amici Fellini e Biagi, alle riflessioni sul proprio lavoro, da Processo alla tappa a La notte della Repubblica . "Il suo modo di far televisione - sottolinea in un video messaggio David Sassoli,presidente del parlamento Europeo - proiettato verso la ricerca delle verità possibili, ha aiutato quella libertà di informazione e di parola in cui credeva moltissimo. Solo con un'informazione libera un paese può crescere e diventare comunità e non è un caso se Zavoli abbia voluto lavorare nel servizio pubblico, perché credeva in un'informazione dove gli unici proprietari e destinatari insieme della notizia sono i cittadini. Dobbiamo riscoprire una vocazione del servizio pubblico. In Europa il tema è all'ordine del giorno perché vediamo che tanti interessi strozzano anche una libertà fondamentale così preziosa". Zavoli "per me va iscritto nel neorealismo italiano, per le sue inchieste va avvicinato a Rossellini e De Sica- spiega l'amico e collega Renato Parascandolo, che è stato presidente di Rai Trade e Direttore di RAI Educational -. Sergio è quasi sempre fuori campo, perché per lui gli autori dell'inchiesta sono le persone a cui dà la parola e che in molti casi non l'avevano mai avuta prima, dai malati psichiatrici alle suore di clausura". Michele Mirabella che è stato protagonista con Zavoli di una serie di conferenze, ricorda "di aver chiesto una volta a Sergio come si facesse un'intervista. Lui mi ha risposto ' scrivendo la prima domanda. Ascoltando la risposta, se non si è idioti, verrà la seconda". Zavoli ieri "avrebbe compiuto 97 anni -dice Annalisa Bruchi segretario generale del Prix Italia - spero sarebbe stato felice di questa giornata, il Prix Italia era casa sua, l'aveva vinto due volte".

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