Max Giusti, racconto l'Italia che resiste

L'attore torna con Boss in incognito, edizione segnata dal Covid

"In questo format la parola d'ordine è emozione: è stato giusto realizzarlo in questo momento, ma io non mi sono reso subito conto di quanto il programma rappresentasse davvero un'opportunità". Si racconta a cuore aperto e con un coinvolgimento emotivo particolare Max Giusti, nuovo conduttore di "Boss in incognito", il docu-reality di Rai2 prodotto in collaborazione con EndemolShine Italy che, dopo due anni, torna in onda l'8 settembre. Appuntamento in prima serata su Rai2 con 4 nuove puntate, per un'edizione "segnata" dall'emergenza sanitaria: il programma, che mette in contatto il mondo dei boss con quello dei dipendenti, sarà infatti l'occasione per raccontare la resistenza alla crisi economica e la rinascita delle nostre aziende e di tutti i lavoratori.

"Ho avuto la conferma del programma in pieno lockdown. Siamo stati nelle aziende da giugno ad agosto: il Covid ha provocato danni enormi, per fortuna però le aziende in cui siamo stati non hanno chiuso, anzi, hanno provato a rilanciarsi, ma non senza difficoltà", dice Max Giusti intervistato dall'ANSA, sottolineando di esser stato colpito soprattutto dalla generosità dei lavoratori, "che, nonostante l'atmosfera di grande incertezza, continuavano a preoccuparsi per gli altri". Il pretesto scelto per far entrare le telecamere nelle aziende coinvolte nel programma - un'azienda che produce patatine e snack, protagonista della prima puntata, una che produce limoni, un parco di divertimenti e un'azienda di latticini - senza insospettire nessuno è infatti la realizzazione di un (finto) documentario Rai, dal titolo "Un lavoro in sette giorni", girato per aiutare a ricollocare alcune persone che hanno perso il lavoro a causa del Covid, sottoponendole a un training di una settimana. "Tutti speravano che chi era disoccupato ce la facesse a trovare lavoro", racconta, "mi ha sorpreso che nella difficoltà pensassero agli altri". Nel programma i boss, tutti camuffati, si presenteranno in azienda con una nuova identità e un aspetto fisico inedito, grazie a trucco e parrucco: ma la novità di quest'anno è che anche il conduttore dovrà mascherarsi, per dare una mano al boss e sostituirlo nella sua missione. Solo al termine della settimana, i lavoratori scopriranno che sono stati affiancati nelle loro mansioni dal loro capo e, in alcuni casi, da Max Giusti, che svelerà la sua vera identità. "Io stesso mi sono camuffato, ma le storie raccontate sono vere. Per questo è stato difficile: serviva una grande preparazione, io dovevo fingere ma trovare verità anche quando ero travestito", racconta Giusti. "Un lavoro duro come attore. A ogni svelamento poi, c'è sempre stata una grande emozione. Uno dei lavoratori mi ha detto tremando che io ero la prima persona famosa che conosceva. Questa cosa mi ha fatto effetto".

"In questo Paese ci sono persone che si spaccano la schiena, con grande dignità, ma che non hanno voce. Ora sarebbe il caso di ascoltarle", prosegue, "Io sono figlio di un metalmeccanico e di una commessa. Ci sono state due o tre storie che mi hanno colpito in modo particolare. Quando sei genitore e ce la metti tutta per costruire un futuro per i tuoi figli e poi ti capitano gli imprevisti... è dura. C'è stato un momento in cui mi sarei tolto la maschera per abbracciare chi avevo di fronte. Ma non potevo, non solo per il programma, anche per le norme anticovid, che abbiamo rispettato sempre". "La pandemia è un'occasione per ripensarci, per vivere di più la famiglia, gli amici. Ma non credo proprio che ne usciremo migliori - dice -. E' una affermazione troppo leggera, abbiamo ancora tanti problemi. Come sempre c'è qualcuno che paga le conseguenze più di altri. Alcuni si sono arricchiti, ma molti di più sono diventati poveri. Non bisogna dimenticarsi di loro: basta incontrare qualcuno in difficoltà per capirlo".

Dopo Boss in incognito, ancora progetti in Rai? "Dopo quattro anni sono tornato in Rai e penso che ci resterò. Ho un nuovo programma previsto per la seconda parte della stagione, non ne posso parlare, ma sarà una grande sorpresa: si tratta di un inedito per la tv italiana, qualcosa che non è mai andato in onda", prosegue. "Da ottobre poi inizierò La ragion pura, un programma digitale che sarà su tutti i miei canali social. Complottisti e negazionisti, che non credono al Covid, all'11 settembre, ai vaccini e sono sempre pieni di certezze, saranno 'catalogati' in pillole video di tre minuti in cui si troveranno faccia a faccia con un esperto o gli uni contro gli altri, così avranno libero sfogo".

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