Montalcini-Lubich, donne tra scienza e fede

Elena Sofia Ricci interpreta la Nobel,per Capotondi ciak il 3/8

Due donne, con due percorsi di vita molto distanti ma che hanno segnato la storia dell'Italia. Con due tv movie dedicati a due grandi personalità femminili, in onda su Rai1 in autunno, Rai Fiction ha voluto focalizzare la narrazione (progetti va ricordato per onestà appoggiati fortemente allora dall'ex direttore Eleonora Andreatta che ha lasciato la Rai ndr) su figure italiane fortemente rappresentative perché la nostra memoria deve essere nutrita e salvaguardata. E allora ecco due donne che ci lasciano una lezione di amore e coerenza di vita.

Rita Levi Montalcini vede Elena Sofia Ricci interpretare un momento particolare della vita di una scienziata che alla ricerca ha sempre unito la tenace rivendicazione della dignità del femminile. La regia è di Alberto Negrin. Mentre il flm tv dedicato a Chiara Lubich, interpretata da Cristiana Capotondi, racconta della fede come modello di vita. La storia di un percorso esemplare che nell'oscurità della guerra lancia il Movimento dei Focolari e offre un esempio di dedizione amorosa agli altri. Regia di Giacomo Campiotti.

Un'intensa Elena Sofia Ricci è nei panni della scienziata, impressionante grazie al trucco di scena appare invecchiata. Al suo fianco Franco Castellano, Luca Angeletti, Ernesto D'Argenio. Scritto da Roberto Jannone, Francesco Massaro, Alberto Negrin, Monica Zapelli. Una coproduzione Rai Fiction-Cosmo Production EU, prodotta da Elide Melli e Paolo Pini. Un omaggio a uno dei più grandi personaggi della recente storia italiana: Nel 1986 Rita Levi Montalcini riceve il premio Nobel, il più alto tra i tanti riconoscimenti venuti a coronare la sua carriera. E tuttavia la sua soddisfazione non è completa. Intorno alla metà degli anni '50, Rita era riuscita a identificare il Nerve Growth Factor (NGF), l'elemento fino ad allora sconosciuto che permette alle fibre nervose di rigenerarsi. Alla speranza avevano però fatto seguito anni di delusioni. Per quanti sforzi fossero stati compiuti nei più importanti laboratori del mondo, l'NGF non era mai divenuto una cura.

La partita tra Rita e il Nerve Growth Factor si riapre quando la scienziata si imbatte in una giovanissima violinista che rischia di restare cieca a causa di una rara patologia alla cornea di origine neurologica. Il suo collaboratore storico, in segreto stava già facendo esperimenti sulle possibili applicazioni della scoperta alle malattie della vista. Rita deve combattere con la paura di fallire e si trova di fronte a una scelta: rinchiudersi nel rifugio sicuro della fama o rimettersi in gioco, accettando il rischio di un fallimento. Rita sceglie di rdi fare tutto il possibile perché la piccola violinista possa tornare a vedere. Per giorni e notti, insieme ai suoi collaboratori, non stacca gli occhi dal microscopio finché l'obiettivo sembra raggiunto: il Nerve Growth Factor viene sintetizzato sotto forma di collirio. Funzionerà?

Chiara Lubich, è un tv movie biografico con Cristiana Capotondi sul set dal 3 agosto in Trentino. Nel cast Sofia Panizzi e Valentina Ghelfi. Scritto da Giacomo Campiotti, Luisa Cotta Ramosino, Lea Tafuri, Francesco Arlanch è una coproduzione Rai Fiction-Casanova Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi Può una ragazza qualunque cambiare il mondo con la sola forza del suo sogno e del suo credo? Trento, 1943. Una maestra poco più che ventenne vive lo sconforto e la disperazione generata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Tra le macerie e le devastazioni constata che tutto appare senza più un senso, tutto crolla.

Ma è proprio in un rifugio, alla luce fioca delle candele, che la sua ricerca di significato viene finalmente appagata quando, insieme a poche amiche, si ritrova a leggere il Vangelo e capisce che lì vi è l'unico ideale che non crolla: Dio! «Che tutti siano uno» è questo il versetto che più colpisce Chiara e che diventa il suo programma di vita, scandaloso e incomprensibile per chi, stremato dalla guerra, cerca prima la vendetta della giustizia. Quelle parole di vita lette sotto le bombe diventano luce nel buio, speranza nella disperazione.

Così Chiara e le sue amiche vanno a vivere insieme, creano un primo focolare e cominciano a mettere in pratica quelle parole, aiutando gli ammalati e i bisognosi, ma soprattutto amando chiunque incontrino sul loro cammino. Cercando caparbiamente ciò che unisce e non ciò che divide. Attorno a Chiara si radunano sempre più persone, il suo diventa un movimento, il Movimento dei Focolari, ma la radicalità e il carisma di Chiara cominciano a dare fastidio. E non solo perché è una donna.

Quella ragazzina "rivoluzionaria", che condivide tutto con chi ne ha bisogno e che legge il Vangelo senza la presenza di un sacerdote, diventa talmente pericolosa per la società dell'epoca che è costretta a rendere conto della sua opera addirittura al Sant'Uffizio e a passare la prova più difficile della sua vita quando le viene chiesto di lasciare la guida dei Focolari. Ma il sasso che ha gettato nello stagno è inarrestabile e crea cerchi sempre più grandi, così che quando, anni dopo, Paolo VI la riabilita, il Movimento dei Focolari è ormai diffuso in tutto il mondo.
   

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