Lino Banfi, metto anche la maschera dell'ironia

"Un medico in famiglia" tra le tante repliche sarebbe bello

A 84 anni, Lino Banfi, è il nonno d'Italia per eccellenza, tra i più amati del pubblico di Rai1 grazie al suo personaggio tv di 'Nonno libero' interpretato per tutte le stagioni della fortunata serie 'Un medico in Famiglia'. "Ecco, in questo momento, oltre a tanta informazione che è giusto ci sia, ma con la stagione televisiva che comincia a dare segni di stanchezza con programmi di intrattenimento senza ospiti o annullati perché impossibilitati a farli, tra poco sarà la stagione delle repliche, forse rimandare in onda una serie che è stata tanto amata con protagonista un medico di famiglia (Giulio Scarpati) non sarebbe male e girata tra l'altro quasi tutta in interni, in questa grande casa e questa bella famiglia allargata tra figli e nipoti che si vogliono bene".

Per Banfi "possiamo dire che almeno una cosa buona questo virus l'ha fatta, ha insegnato alle persone ad essere più attente, a lavarsi le mani, e anche un pò più educate, almeno in certuni casi, poi i miracoli non esistono". Ma lei Banfi come passa la questa quarantena: "Ovviamente non esco quasi mai, tranne per le esigenze più strette, raramente. Mio figlio lo vedo poco anche se abita al piano di sotto perché ho paura più che per me per mia moglie, lo stesso vale per mia figlia Rosanna che è vicina di casa di 500 metri, quando vado fare la spesa o in farmacia, mi bardo con maschera e tutto anche per evitare che la gente si avvicini e si creino problemi. Il fatto è che io avendo una moglie malata ne porto due di mascherine, l'altra è quella dell'ironia per rasserenala, dopo 58 anni di matrimonio per farla divertire. Lei mi dice che deve morire prima io perché non può vivere senza di me e io le rispondo che questo coronavirus colpisce più gli uomini che le donne, quindi c'è poco da fare, lei insiste che non è possibile, e io dico che tanto ho già fatto un patto perché ho gli amici ai piani alti quindi c'è poco da fare calcoli".

Fatto sta che essendo stato tanti anni ambasciatore dell'Unicef Banfi spiega di aver viaggiato molto e aver fatto tutti i vaccini possibili e immaginabili "devo essere abbastanza coperto in verità. Inoltre da bambino quando ancora viveva a Canosa ho avuto in serie tifo, paratifo, malaria ed epatite virale, le immunità le ho". Banfi conclude prima i me nipoti, che sono grandi avevano smesso di baciarmi "adesso al telefono non fanno che dirmi non vedo loro di darti un abbraccio, un bacio. Io voglio essere positivo, siamo usciti dalla guerra, ci siamo rialzati, certo a pagare sono stati quelli stessi che erano giovani ragazzini che hanno saputo ricostruire l'Italia, e oggi sono i più a rischio, ma usciremo da tutto questo se continueremo a seguire le direttive sanitarie, a una fase segue un'altra di assestamento, quindi fuori ma solo con maschere e a distanza, poi piano piano alla normalità senza fretta".

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