Cultura

Al via a Bologna il festival di videodanza Zed

Dal 22 al 29 settembre con proiezioni, installazioni e incontri

(ANSA) - BOLOGNA, 14 SET - Settembre è per Bologna sempre più il mese della danza: dopo Gender Bender, Danza Urbana, Scie Festival, è stata annunciata la terza edizione di Zed, Festival internazionale di videodanza, diretto da Mario Coccetti, in programma dal 22 al 29 settembre. "Il festival si immerge nell'inconscio dell'animo umano - ha spiegato il direttore artistico - inseguendo alcune domande centrali e significative di questo anno pandemico: può un'opera d'arte raccontare le sensazioni che abbiamo emotivamente vissuto nella distanza delle relazioni? Può raccontarci qualcosa di noi che ancora non conosciamo?".
    Le risposte sono celate in un programma ricco di proiezioni, video installazioni, performance, film e seminari. La prima nazionale del nuovo film 'Political Motherad di Hofesh Shechter aprirà il festival 22 settembre: dopo il successo della passata edizione il coreografo israeliano torna a Bologna con la rielaborazione per il video dell'omonimo spettacolo teatrale, che ha ottenuto consensi in tutto il mondo. Un'occasione per continuare ad esplorare un universo coreografico ricco di corpi possenti, movimenti tellurici, dinamismi mozzafiato e che trova nella trasposizione cinematografica una straordinaria forza comunicativa. Nel cuore della programmazione pulsano poi tre performance che esplorano l'interiorità dell'uomo in maniera creativa e insolita: dall'Inghilterra Aoi Nagamura e Esteban Lecoq (AΦE Dance Company), autori di Whist; dalla Grecia torna a Zed festival Chrysanthi Badeka, artista sensibile ed eclettica che ha fatto della tecnologia VR/AR uno strumento per indagare l'uomo nella sua interezza, con Re-Flow, opera coreografica transmediale in due tappe; mentre un vero e proprio percorso di sperimentazione è la produzione Ombraluce VR di Cinqueminuti/Compagnia della Quarta, un lavoro che si interroga sulla percezione del reale e dell'irreale con una performance di realtà mista in cui danzatori reali e danzatori virtuali emergono dall'oscurità per dare corpo, visione, materia a percezioni visive. (ANSA).
   

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