Cultura

Nervi, applausi per la coppia Zakharova-Repin

Pas de deux for toes and fingers al Nervi Music Ballet Festival

(ANSA) - GENOVA, 21 LUG - "Pas de deux for Toes and Fingers" era il titolo dello spettacolo ospitato ieri sera ai Parchi di Nervi nell'ambito del "Nervi Music Ballet Festival 2021".
    Il titolo fa riferimento ai due protagonisti, uniti nell'arte come nella vita, la splendida etoile del Bolshoi Svetlana Zakharova e suo marito, il celebre violinista Vadim Repin. Le punte della prima, le agili dita del secondo per una serata all'insegna del virtuosismo. Il programma alternava esecuzioni musicali a numeri di danza, con l'apporto degli archi del Carlo Felice e di alcuni eccellenti danzatori come partner della Zakharova. Danzatrice elegante, sinuosa, forte personalità, la Zakharova ha una incredibile capacità di magnetizzare il pubblico, affascinato dalla plasticità dei movimenti, dalla espressività che traspare da ogni gesto. Lo si è visto sin dal primo brano affrontato, un Adagio di Glazunov con la coreografia di Petipa e Maki, ma anche nei lavori successivi dal geometrico "Progetto Haendel" su coreografia di Bigonzetti al "Caravaggio", dolcissima creazione dello stesso Bigonzetti su musiche di Monteverdi riviste da Bruno Moretti. E poi il "Cigno" di Saint-Saens, o il profondo "Revelation" su musiche di John Williams, per finire con il divertissement di Johann Kobborg su musica di Bazzini che ha messo in luce l'ironia della Zakharova. Con lei gli eccellenti Mikhail Lobukhin, Denis Savin, Vyacheslav Lopatin e Jacopo Tissi. L'Orchestra e Repin hanno accompagnato tutte le danze (a parte alcune realizzate su base registrate) per poi inframmezzare lo spettacolo con alcune esecuzioni solo strumentali: "Il carnevale di Venezia" di Paganini, "Introduzione e Rondò Capriccioso" di Saint Saens, Divertimento per due violini e archi di Frolov (con Repin, ottimo solista il primo violino dell'Orchestra genovese, Giovanni Fabris), "Zigeunererweisen" di De Sararate e "Meditation" da "Thais" di Massent. Repin è violinista dalle doti tecniche eccezionali. L'Orchestra, senza direttore (Repin si è limitato a qualche attacco) ha fatto miracoli per coordinarsi con il solista conducendo in porto esecuzioni non facili. E poi, ancora una volta, andrebbe rivista la amplificazione che ha compromesso non poco il suono di solista e orchestra. (ANSA).
   

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