Cultura

Opera Roma, l' ultima stagione nel segno di Fuortes

Il nuovo ad Rai: "Lascio il teatro in ottime condizioni"


 L' Opera di Roma guidata da Carlo Fuortes ha saputo mettere a frutto i successi conquistati osando e sperimentando strade nuove durante l' esperienza terribile della pandemia per continuare a dare al suo pubblico l' emozione della musica, del canto e della danza e ora rilancia proponendo per la prossima stagione 12 titoli d' opera, sei di balletto, la Bohème come film-opera, il ritorno nell' estate del 2022 alle Terme di Caracalla con Mass di Leonard Bernstein mai eseguita in Italia, e continuando a delocalizzare gli spettacoli come La Passione secondo Matteo di Bach che sarà messa in scena alla Nuvola di Fuksas. Il ricco cartellone, l' ultimo firmato dal sovrintendente in uscita per l' incarico di Amministratore Delegato della Rai, è appunto la sintesi del mix di tradizione e innovazione che ha fatto dell' istituzione musicale della capitale un modello di gestione per qualità artistica e ritorno economico in un momento tanto difficile. Un esempio? "La scorsa estate al Circo Massimo eravamo arrivati a un incasso di poco meno di un milione di euro. A oggi siamo già a un milione e 750 mila euro di biglietti, il 75 per cento in più", fa notare con orgoglio Fuortes, che poi rimarca: "A chi viene dopo di me lascio un teatro in una situazione ottimale dal punto di vista dei programmi, economico, finanziario e organizzativo". Aprire con la musica contemporanea al Teatro Costanzi è un altro segno della volontà di accettare sfide ambiziose. Così sarà il 20 novembre con la prima esecuzione assoluta dell' opera Julius Caesar, commissionata al compositore romano Giulio Battistelli, su libretto di Ian Burton, per la regia di Robert Carsen, che vedrà sul podio il direttore musicale Daniele Gatti. Poi sarà un susseguirsi di grandi titoli, con "i maggiori registi di teatro musicali presenti nel nostro cartellone", direttori d' orchestra e cantanti di spicco italiani e stranieri. Da Tosca nell'allestimento della Prima del 1900 vista dallo stesso Puccini (regia di Alessandro Talevi, direttore Paolo Arrivabeni). Grande attesa a gennaio per Kàt'a Kabanovà dI Leos Janaceck, per la prima volta al Costanzi, firmata da Richard Jones e diretta da David Robertson. A febbraio arriva Luisa Miller, diretta da Michele Mariotti (futuro direttore musicale dell' Opera di Roma) con la regia di Damiano Michieletto. E ancora, a marzo Turandot, regia di Ai Weiwei, sul podio Oksana Lyniv; ad aprile I Puritani, di Bellini, diretta da Roberto Abbado, regia di Andrea De Rosa. A giugno il classico di Verdi Ernani, secondo il regista Hugo de Ana, diretta da Marco Armiliato. Ultimo titolo, in ottobre, è Alceste di Gluck con l' orchestra diretta da Gianluca Capuano e la regia di Sidi Larbi Cherkaoui. La preapertura della stagione sarà affidata a settembre alla danza di Notre-Dame de Paris di Roland Petit, con il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato, e in ottobre all' opera di Verdi Giovanna d'Arco diretta da Gatti per la regia di David Livermore. Per il balletto, sono in programma Lo Schiaccianoci riletto da Giuliano Peparini; Herman Shmerman di William Forsythe e Walking Mad di Sohan Inger; Il Corsaro di Josè Carlos Martinez, in settembre la Serata Prelijocaj, con la chiusura a ottobre affidata a Giselle, in omaggio a Carla Fracci. Mario Martone, che in piena emergenza Covid ha firmato il Barbiere di Siviglia e La Traviata, curerà la regia del film-opera La Bohème, diretta da Michele Mariotti, nel set degli storici laboratori del teatro, in via dei Cerchi. Questa novità, grazie alla collaborazione della Rai, è stata il vero punto di svolta per la popolarità dell' Opera di Roma. "Abbiamo avuto un pubblico televisivo di 4 milioni di spettatori - ha detto Fuortes -. Avremmo impiegato dieci anni di spettacoli al Costanzi per arrivare allo stesso risultato". La sindaca di Roma Virginia Raggi, presidente della Fondazione, ha rimarcato che "Il Teatro dell' Opera dimostrato di saper reagire agli shock e ha vinto la sfida", sottolineando la grande attenzione riservata anche al "contenitore": il pubblico del Costanzi troverà le nuove poltrone, realizzate sul modello di quelle originali (costo 500 mila euro) dopo il rifacimento dei marmi e del parquet.  

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