Cultura

Elio canta e recita Enzo Jannacci in Ci vuole orecchio

Anteprime estive, da Pesaro il 18 giugno. In tour da dicembre

(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Enzo Jannacci, il poetastro come amava definirsi, è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente. Jannacci è anche l'artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni '60 e '70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell'assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale. Un Buster Keaton della canzone, che verrà rivisitato, reinterpretato e "ricantato" da Elio. Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un'insolita e bizzarra carovana sonora: Seby Burgio al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono, Giulio Tullio al trombone. A loro toccherà il compito di accompagnare il confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di "schizzo" Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo, da Francesco Piccolo a Marco Presta, a Michele Serra. Lo spettacolo sarà presentato questa estate in una serie di anteprime, a partire da Pesaro il 18 giugno. Da dicembre sarà in scena a teatro per tutta la prossima stagione. (ANSA).
   

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