Run, horror-thriller che si nutre di paure, normali, umane

In sala, il film di Chaganty con Sarah Paulson

(ANSA) - ROMA, 11 GIU - Nessuna casa isolata nella nebbia, né zombi o demoni nei dintorni, RUN di Aneesh Chaganty è un horror che si nutre di altre paure ancora più terribili, perché normali, umane.
    Siamo insomma in pieno horror psicologico, o, se si preferisce, in un thriller hitchcockiano per questo film con Sarah Paulson e l'esordiente Kiera Allen distribuito dal 10 giugno da Universal Pictures e Lucky Red in associazione con 3 Marys.
    Due solo le protagoniste principali una madre, Diane (Paulson, icona dell'horror psicologico contemporaneo grazie alla serie tv, American Horror Story,), è una figlia adolescente, Chloe (Allen).
    Fin qui niente di strano se non il fatto che la ragazza è fin troppo malata - aritmia, diabete, paralisi agli arti inferiori e asma - e la madre troppo apprensiva.
    Insomma Chloe non sta affatto bene, ha bisogno di cure e medicine tutti i giorni, è poi tanto brava ad aggiustare le cose ed da mesi è in fremente attesa che una delle tante università a cui si è iscritta accolga la sua domanda.
    Ma un giorno nella borsa della spesa della madre scopre un flacone di medicinale sospetto, cerca subito di saperne qualcosa di più ed entra in un tunnel di inaspettate verità che portano ad un unico risultato. Ovvero che a volte l'amore della madre ti paralizza come una malattie e che dunque la tua unica mission è appunto fuggire alla maggiore velocità possibile anche se sei su una sedia a rotelle. (ANSA).
   

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