Occupanti Globe, Franceschini e Orlando parlino con noi

Rete Lavoratori cultura, riaprire con sicurezza anche economica

 Sono circa una sessantina i membri (tutti 'tamponati') di una rete composta da collettivi di lavoratori dello spettacolo e della cultura che stamattina hanno occupato il Globe Theatre a Roma, il teatro elisabettiano nel cuore della Capitale creato grazie a Gigi Proietti. Un gesto "forte, di rabbia che siamo stati costretti a fare per rimettere al centro dell'attenzione, dopo un anno in cui ci siamo trovati contro un muro di gomma, i lavoratori di questo settore, ma non solo - spiega in conferenza stampa David, uno dei rappresentanti dell'Occupazione, promossa fra gli altri da Autorganizzati Spettacolo Roma, C.l.a.p - Camere del lavoro autonomo e precario, Il campo Innocente, presidi Culturali Permanenti -.
    Non chiediamo le riaperture subito. Dobbiamo cambiare radicalmente il settore, per ripartire tutti in sicurezza con una riforma che dia a tutti più tutele anche economiche. Serve un reddito che ci liberi da precarietà e sfruttamento che troppo spesso si subiscono nei luoghi di lavoro". Si è scelto di occupare il Globe "perché ha un fortissimo legame con la città: è un posto che amiamo e vogliamo tutelare - aggiunge - un luogo pubblico della cultura. E pensiamo che in questa fase soprattutto le istituzioni pubbliche debbano stare vicino ai lavoratori". E' necessario "un tavolo con più di un ministero" sottolinea un'altra rappresentante, Giulia. Fra i temi del dialogo "ci deve essere il reddito di continuità, necessario per non essere precari e ricattati a vita. Un provvedimento che vorremmo poi fosse esteso a tutte le categorie precarie di lavoratori anche attraverso un reddito universale".
    Quindi "facciamo innanzitutto appello ai ministri Franceschini e Orlando - aggiunge David -: chiediamo che vengano a confrontarsi con noi. Non siamo solo a Roma, siamo a Milano al Piccolo, al Mercadante di Napoli e presto in altri teatri. Da parte dei ministri venire sarebbe un primo passo importante". In conferenza stampa l'assessora alla Cultura di Roma Capitale, Lorenza Fruci, esprime "solidarietà a queste istanze.
    Nella mia precedente vita ero un'operatrice culturale e conosco certe dinamiche - spiega -. Per quanto possibile mi farò portatrice delle vostre richieste, sono qui per dialogare con voi. Vi chiedo che questa sia un 'occupazione costruttiva e pacifica". Oltre che da decine di realtà, festival e artisti, da Ascanio Celestini e Giorgio Barberio Corsetti, direttore artistico del Teatro di Roma (presenti alla conferenza stampa) a Emma Dante e, fra gli altri, l'associazione Non una di meno e il Festival di Sant'Arcangelo, la solidarietà arriva anche da Alessandro Fioroni, a capo della parte gestionale del Globe e da Carlotta Proietti, che oltre ad essere attrice, è fra i curatori della programmazione: "La nostra reazione stamattina è stata un po' di confusione, perché non sapevamo nulla - spiega -. Ma ovviamente c'è la nostra solidarietà. Mi sento di chiedervi con tutto il cuore, trattatecelo bene perché stiamo facendo di tutto per ripartire quest'estate con una stagione, proprio per far lavorare le persone".
    Secondo Stefano Fassina (Leu) "è giusto cogliere il momento di questo dramma per fare dei cambiamenti strutturali, per rivedere la condizione dei lavoratori". Durante l'occupazione "organizzeremo la mattina con tavoli tematici - spiega Anna - i cui contenuti saranno poi riportate in assemblee in streaming (chi parteciperà in presenza potrà fare il tampone fuori dal teatro a soli 5 euro, ndr). Fra i temi, la riforma del settore, il reddito di continuità, le questioni del sessismo con tutte le violenze che si porta dietro e l''ecosistema culturale". "Si è occupato il Globe - dice Giulia - anche per la persona che simbolicamente rappresenta Gigi Proietti, maestro e figura importantissima a cui tutti i romani sono affezionati. Non so cosa direbbe oggi lui, ma nelle sue interviste ricordava spesso che la cultura non è né alta né bassa, ma è popolare, appartiene a tutti". (ANSA).
   

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