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Vera e viva, è 'Filumena' della Cavani

Mattarella a prima al Quirino di Roma con D'Abbraccio-Gleijeses

Chi aveva definito "lo spettacolo dell'anno" la "Filumena Marturano" messa in scena al Teatro Quirino di Roma da Mariangela D'Abbraccio e Geppy Gleijeses con la regia di Liliana Cavani al suo debutto nella prosa aveva proprio ragione. Lo spettacolo, alla cui 'prima' nazionale dopo il successo al Festival dei Due Mondi di Spoleto ieri hanno assistito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il ministro della Difesa Roberta Pinotti, ha riscosso nella Capitale il vivo apprezzamento del pubblico, che ha premiato con oltre cinque minuti di entusiasti applausi la compagnia, protagonista di una messa in scena coinvolgente, emozionante, viva, densa di passione.

"Filumena Marturano", fra le commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate all'estero, riveste un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella "Cantata dei giorni dispari" che, partendo da "Napoli milionaria!", raccoglie le opere più complesse e problematiche in cui si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla Seconda Guerra mondiale. Nel raccontare il dramma di Filumena nel rifiuto di rivelare all'amante, il ricco commerciante napoletano Domenico Soriano, quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, Eduardo sosteneva di aver voluto rappresentare un'allegoria dell'Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto dopo le ferite inferte dalla guerra.

E al Quirino è andata in scena una "Filumena Marturano" "vera", "viva". Con una Mariangela D'Abbraccio possente ed al massimo delle sue capacità espressive manifestate nella drammaticità della storia di vita del personaggio eduardiano.

Lei coinvolge, commuove, vibra di passione e fa vibrare il pubblico in sala per la sua incondizionata espressività. Con un Geppy Gleijeses padrone della scena, capace di esprimere appieno le forze, e ancor più le debolezze, di un "don Domenico" i cui "cavalli si sono fermati" a cinquantadue anni. E con una Nunzia Schiano esilarante ed eppure così drammatica nei panni della governante di Filumena, la popolana donna Rosalia Solimene che vive nella speranza di poter essere un giorno seppellita dai figli emigrati in Australia e in America per sfuggire alla fame della Napoli del dopoguerra. Lo spettacolo andrà in scena al Quirino fino al 29 gennaio.

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