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Scala: Macbeth piace ai giovani, 11 minuti di applausi

Applausi a Macbeth; Meyer, la vita riprende

Undici minuti di applausi: è così che il pubblico degli under 30 ha salutato alla fine il Macbeth con la regia di Davide Livermore e la direzione di Riccardo Chailly che il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione della Scala. Applausi per tutti fatti in molti casi barcamenandosi per scattare foto e forse qualche video con il telefonino: al coro diretto da Alberto Malazzi, a quello di voci bianche diretto da Bruno Casoni, all'orchestra, ai solisti dal tenore Francesco Meli (Mcduff) al basso Ildar Abdtazakov (Banco). Ma veri e propri boati entusiasti a Anna Netrebko (Lady Macbeth) e al baritono Luca Salsi, un soddisfattissimo Macbeth. E applausi anche per Chailly e per la regia di Davide Livermore che ha convinto il pubblico dei giovani.

È una festa l'anteprima giovani del Macbeth che il 7 dicembre inaugurerà la stagione della Scala. E lo è più che in passato, una sorta di rivalsa dopo lo stop di in anno dovuto al Covid per gli under 30 che hanno bruciato i biglietti in vendita online in poche ore. In generale sono più grandi rispetto ai primi anni quando si vedevano anche bambini di dieci anni o delle medie E sono i primi a dire che la Prima questa volta "è un po' più sentita".
"È bellissimo. Sono vestiti da festa" commenta il sovrintendente Dominique Meyer mentre gli passano davanti giovanotti intabarrati (nel senso che hanno proprio addosso il tabarro) o con bomber di paillettes blu, ragazze in abito lungo (gettonatissimo il rosso) o in cappottino tartan e capelli azzurri. È c'è anche chi arriva in jeans per correre a cambiarsi d'abito nei bagni e uscire in abito lungo e Clarks ai piedi. Lui si ferma a parlare , racconta loro aneddoti come quando vedeva le opere dal loggione "perché si comincia così". "È una bella cosa - dice ai giornalisti - La vita riprende, andiamo avanti". Per qualcuno la Prima under 30 è una abitudine. Simone, 28 anni e mamma chitarrista classica, è alla quarta inaugurazione. Terza volta per Giulia, ballerina classica e studentessa di medicina. Seconda volta anche per Giulia. Stesso nome e quasi stesso lavoro Giulia infatti non solo è laureata in medicina ma lavora all"Humanitas e il Covid lo ha affrontato ogni giorno. "Nel 2019 ho fatto l'abbonamento ma forse oggi è meglio la prima volta perché si apprezzano di più questi eventi adesso" racconta. Prima volta invece per Zaid e Anders, il primo medico il secondo funzionario pubblico, appassionati d'opera arrivati apposta dalla Norvegia grazie all'associazione Juvenilia.
L'opera li incanta. A partire dalla regia di Davide Livermore che sceglie un futuro diabolico, una scenografia mobile che sale e scende con un fondale realizzato con ledwall giganti. "Mi è piaciuta l'ambientazione - racconta la 23enne Anita che alla Scala ha l'abbonamento dal 2017 - Conoscevo già l'opera ma così è diversa. E mi ha fatto un po' impressione vedere il teatro così pieno". Thomas, protagonista da un decennio, dice di non aver apprezzato l'inizio " con la macchina dove sono Macbeth e Banco che gira mentre gira anche la scenografia perché fa girare la testa ma poi l'opera ha iniziato a carburare". "Geniale" commenta Angelo giovane architetto. "Grande Netrebko e anche Luca Salsi come Macbeth. È pure Abdrazakov. Peccato che come Banco muoia subito" prosegue Silvia. "È la prima volta che vedo cantanti di questo calibro" aggiunge Alessio, genovese che lavora a Zurigo. Su una cosa sono tutti d'accordo: valeva la pena venire a teatro. Questa volta ancora di più.

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