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Coez, nel nuovo disco coeZistono le mie anime rap e pop

Il 3 dicembre esce Volare, da gennaio tour nei club

"Sono io al 100%, io con la mia anima rap e quella pop che qui si completano al meglio. Io con il mio percorso di ricerca che ha fatto uno step in avanti e mi ha portato fin qua, e che continua". Coez, con il suo sesto album "Volare", in uscita il 3 dicembre su etichetta Carosello Records (e preceduto dai brani Wu-Tang, Flow Easy e Come nelle canzoni), rivendica ancora una volta la sua identità nel panorama musicale italiano e la consacrazione di un percorso artistico personale. Uno stile unico, diretto, senza filtri, tra hip hop e cantautorato, in una sintesi che è diventata la sua cifra stilistica e di cui è sempre più consapevole. "Non ci sono più nuovi inizi, dischi che sono una nuova partenza: Volare è il mio sesto disco e basta, il punto d'arrivo fin qui". Ma guai a fermarsi: "Il mio obiettivo è fare musica per tanti e per non stancarmi sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli". "Volare - canta l'artista romano nel video "Volare Freestyle" che ha spoilerare il manifesto e il concept del progetto discografico - è inteso come staccarsi da terra ma non solo, vuoi vincere una guerra ma non solo. Volare è guardare su e non giù da un terrazzo, è pretendere di più". L'album - che pesca le collaborazioni con Neffa, Guè Pequeno e Gemitaiz, Noyz Narcos, Salmo e Massimo Pericolo, Brokenspeakers nel mondo rap, da cui è partito - arriva a due anni e mezzo dal cinque volte platino È sempre bello e a quattro da Faccio un casino, quasi a chiudere una trilogia. "I 13 brani rappresentano tutte le versioni possibili di me, e vale la pena ascoltarli tutti per unire i puntini, anche in un momento storico come questo in cui l'ascolto è così frammentato". E poi il cantautore continua: "In Volare coesistono, anzi coeZistono, tante sfaccettature diverse. Ho un destino strano: nel rap vengo visto come uno cha fa indie, nell'indie uno che fa il rap. Io credo di aver sfondato a calci la barriera rap-cantautorato, anche prendendomi la mia dose di merda. Ora non ce n'è più bisogno". Come non c'è più bisogno di "un sacco di roba up tempo che ho fatto in passato solo per paura di farmi etichettare come uno triste". Tredici tracce che compongono un percorso fatto di immagini di vita quotidiana, paesaggi urbani, metropolitane, marciapiedi, quartieri, ma anche di cieli e nuvole, orizzonti da guardare dai balconi, i ricordi e le malinconie. "Ci sono tante canzone d'amore, ma l'amore è solo la scusa per parlare di tanto altro. Le chiavi di lettura sono varie, ma le canzoni non vanno spiegare: sono cassetti vuoti e sei tu che ascolti che ci devi mettere del tuo. Le emozioni non hanno a che fare con le parole. Cosa vorrei che si dicesse? Che questo disco è una bomba! Non voglio salvare vite umane, ma vorrei che il mio lavoro salvasse delle giornate". Con Volare inizia anche una nuova avventura dal vivo per Coez: dopo aver riempito i palazzetti italiani nel 2019 (e aver infranto il record nel 2018 per un artista italiano con oltre 33mila presenze al Rock In Roma), dal 31 gennaio parte da Torino il tour nei club (già sold out a Milano, Roma e Torino) dove il cantautore ha iniziato, in un ritorno alle origini. "E poi volevo fare la mia parte: in un momento del genere, dopo quasi due anni di stop, fare 40 date invece di 15 è un modo strafigo per immettere nell'ambiente energia positiva. Quando poi sarà il tempo dei palazzetti, io ci sarò. Questa sarà una sorta di anticipo del tour".

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