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Pfm, non perdiamo il potere del sogno

Esce nuovo album gruppo, 'notizia fantastica tornare a suonare'

 Un viaggio in musica in un mondo distopico una volta solo immaginazione da fantascienza, ma che oggi sembra diventato realtà. Il nuovo album della Premiata Forneria Marconi, 'Ho Sognato Pecore Elettriche"/"I Dreamed of Electric Sheep', in uscita venerdì, è un lavoro venuto alla luce nei lunghi mesi del lockdown, quando musicisti e artisti vivevano una loro personale tragedia in aggiunta a quella comune a tutti: il non poter più suonare e a contatto con il pubblico. "Volevamo fare qualcosa di particolare in un momento in cui niente ti poteva aiutare se non te stesso - ha detto Franz Di Cioccio, voce e batteria del gruppo - Con la musica dovevamo sconfiggere quella nuvola nera che stava sconfiggendo la vita". "Ma l'altra bella notizia straordinaria, oltre che sta finendo la pandemia, è che si può tornare a suonare dal vivo - ha aggiunto Patrick Djivas, il bassista - Per chi era abituato a 100-150 concerti l'anno, stare lontani dal palco è stato davvero difficile". L'album è quindi prima di tutto una dichiarazione di speranza e fiducia, come quella che fa volare con tenerezza il drone spaziale innamorato della Terra di 'Atmospace', primo singolo dell'album. Protagonista pure di un video girato al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, dove Di Cioccio e Dijvas hanno incontrato oggi i giornalisti. Per raccontare questo mondo utopico e distopico, ma sotto qualche aspetto diventato reale o che potrebbe esserlo in un futuro non molto lontano, la Pfm ha usato la musica in tutte le sue forme, come la band sa fare dal 1971, anno del loro primo grande successo 'Impressioni di settembre'. Doppia versione, in italiano e inglese, pubblicato da Inside Out Music e distribuito da Sony Music Entertainment, l'album si snoda attorno alla famosa citazione del film 'Blade Runner', a cui il titolo si ispira: 'Ma gli androidi sognano pecore elettriche?'. "Questo è un periodo molto difficile, oggi gli androidi non sono più quelli di plastica e ferro del film, ma sono tantissimi, fatti in carne e ossa e sono in mezzo a noi - ha detto Djivas - Fare un nome? Ssono troppi, partendo da chi cerca di influenzare i ragazzi costantemente su internet, che è una cosa terrificante, come si fa a mettere insieme due parole come influencer e ragazzi: i ragazzi da che mondo e mondo non vogliono essere influenzati ma fare le cose alla loro maniera". "Premetto che non siamo contro niente e nessuno, contro l'informatica o la cybernetica - ha aggiunto Di Cioccio - Solamente è un campanello d'allarme per capire che forse stiamo perdendo la cosa che più caratterizza l'uomo, il potere del sogno, il potere di immaginare e queste sono sempre le cose che ti danno il la per tutto quello che tu puoi fare nella tua vita: nessuno di noi senza sogni farebbe le cose che ha scoperto di poter fare". All'album hanno contribuito anche due ospiti internazionali, Ian Anderson e Steve Hackett, oltre a Flavio Premoli, già co-fondatore di Pfm e Luca Zabbini, leader de iBarock Project. La cover dell'album (che rappresenta la somma dei volti di Franz Di Cioccio e Patrick Djivas) nasce da un progetto grafico di Orazio Truglio per identificare la fusione di due anime affini che si uniscono nell'intento di creare. Tracklist: 'Mondi Paralleli', 'Umani Alieni', 'Ombre Amiche', 'La Grande Corsa', 'AtmoSpace', 'Pecore Elettriche', 'Mr. Non lo So', 'Il Respiro del Tempo', 'Transumanza" (bonus track)', 'Transumanza Jam' (bonus track). Il video del singolo 'Atmospace', già in radio è disponibile in digitale, esce invece venerdì contemporaneamente all' album della Pfm, composta oltre che da Di Cioccio e Djivas, da Lucio Fabbri (violino, seconda tastiera, cori), Alessandro Scaglione (tastiere, cori), Marco Sfogli (chitarra, cori), Alberto Bravin (tastiere, chitarra, seconda voce)

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