Cultura

Gatti e Livermore all'Opera di Roma con Giovanna D'Arco di Verdi

Domenica 17/10, secondo titolo della preapertura di stagione

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Torna al Teatro Costanzi dopo quasi cinquanta anni l'opera Giovanna D' Arco di Giuseppe Verdi nel nuovo allestimento con la regia di David Livermore e il direttore Daniele Gatti sul podio, secondo titolo della speciale preapertura della stagione 2021-2022 del Teatro dell' Opera di Roma. La "prima", domenica 17 ottobre alle 19, sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3 (repliche il 19, 22 e 24 ottobre con una anteprima per i giovani al di sotto dei 26 anni il 15 ottobre). Nel cast il soprano georgiano Nino Machaidze al debutto nel ruolo di Giovanna, il tenore Francesco Meli (Carlo VII), il baritono Roberto Frontali (Giacomo) e il basso Dmitry Beloselskiy (Talbot). Dirige il Coro il maestro Roberto Gabbiani. In scena anche il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato. "Torno dopo molti anni su questo titolo verdiano - spiega Gatti - che ha segnato il mio debutto alla direzione di un'opera, nel lontano 1983. Quell'esperienza segnò profondamente il mio cammino come direttore, per questo riproporlo oggi mi emoziona in modo particolare". Il nuovo allestimento del Teatro dell'Opera, con elementi scenici del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, nasce dalla visione immaginifica di Davide Livermore che firma anche la coreografia. "Giovanna d'Arco è soprattutto una donna con un grande conflitto e una scissione tra anima e corpo - dice il regista - . Verdi la manifesta in modo enorme in un tempo prefreudiano. Raccontare questo doppio livello, spirituale e fisico, è qualcosa che lo soddisfaceva. E io lo metto in scena. Io voglio mettermi in difficoltà, in tutte le contraddizioni di quest'opera, con un compendio scenotecnico che racconti la vicenda. In mancanza di azione, voglio crearla per raccontarla. E questo avviene grazie al balletto". L' opera composta da Verdi su libretto di Temistocle Solera dal dramma di Friedrich Schiller La pulzella d'Orléans è stata rappresentata per la prima volta a Milano il 15 febbraio 1845. Al Costanzi è andata in scena in passato solo nel 1972. (ANSA).
   

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