Cultura

Micaela Ramazzotti, io diavolessa vendicativa

In sala dal 26/3, attrice in black comedy Ho ucciso Napoleone

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Una 'diavolessa', "un satanasso dal cuore freddo, una donna algida e scandalosa a modo suo che detesta bambini e uomini e pensa che la solitudine sia necessaria per la scalata al successo. Un modo di pensare che viene da una ferita dell'anima". Cosi' Micaela Ramazzotti descrive la scatenata protagonista di 'Ho ucciso Napoleone', la black comedy di Giorgia Farina, con Libero De Rienzo, Adriano Giannini, Elena Sofia Ricci, Iaia Forte, Thony e Monica Nappo, in sala dal 26 marzo in 270 copie con 01.

"Mi sono molto divertita a mettermi la maschera di Anita, cosi' diversa dalle solite mogliettine docili - dice l'attrice -. Mi piace perche' non si lagna, non cerca scuse, non e' edificante. Porta a termine la sua vendetta con grande convinzione. Non le serve la seduzione, ha voglia di combattere e di essere com'e'". Giorgia Farina e la cosceneggiatrice Federica Pontremoli hanno pensato a modelli nobili come La ragazza con la pistola, Almodovar e film come She Devil: "Nel cinema italiano o c'e' la donna 'bona' che rappresenta sessualita' e intrigo, o quella moglie/figlia, sempre declinata con una parte al maschile - dice la regista, gia' autrice di Amiche da morire -. Invece la nostra donna e' darkissima. Dimostra che oggi possiamo essere tutto: moglie, amante, madre, donna in carriera, e anche cattive".

Sembra infatti non avere bisogno di nessuno, Anita (Ramazzotti), implacabile donna in carriera, che si descrive fredda come un "sofficino surgelato" e affronta la vita in tacchi a spillo, tailleur e look da dark lady anni '30. Quando inaspettatamente scopre di essere incinta, la sua vita va a rotoli, ma lei reagisce lanciandosi in una spirale di tragicomiche vendette e colpi di scena. Ad aiutarla ci sara' un piccolo plotone di improbabili alleate, come Olga (Ricci), spacciatrice dal cuore d'oro, Gianna (Forte), disoccupata cronica, ed Enrica (Thony), nevrotica avvocato. Completano il quadro, fra gli altri, Paride (Giannini), il capo con cui Anita ha una relazione e Biagio (De Rienzo), supporter che riserva molte sorprese.

In Ho ucciso Napoleone (prodotto da Bibi con Rai Cinema) "ci sono toni pulp, comedy, dark... mi ha ricordato certi film di Tarantino - aggiunge Micaela Ramazzotti -. Io nella mia carriera sono stata 'bambina' nei film di Avati, 'ragazza' in quelli di Luchetti e Virzi' (con il quale sta ora lavorando a La pazza gioia, del quale e' protagonista con Valeria Bruni Tedeschi, ndr). Qui mi sono sentita un po' anziana in un film giovanissimo. Ho trovato eccitante questo modo di vedere e raccontare di Giorgia e mi sono un po' spaventata a rivedermi". Adriano Giannini sottolinea come la dolcezza della Ramazzotti abbia "reso piu' reale Anita", mentre secondo De Rienzo "se tutte le cose che fa Micaela nel film, le avesse fatte un uomo, staremmo vedendo un film con Richard Gere. Noi uomini abbiamo iniziato cacciando gli animali e abbiamo continuato penalizzando le donne sui luoghi di lavoro. Forse ci voleva il cinema per celebrare una bella vendetta". Anche se le donne, per Elena Sofia Ricci, "non si vendicano tanto per vendicarsi ma rivendicano una certa giustizia. E il gruppo aiuta. Possiamo essere tremende, ma quando ci amiamo possiamo costituire un punto di forza molto importante". Comunque, precisa Giorgia Farina, cattiveria e vendetta nel film non sono dispensate solo dalle donne: "Ci interessava parlare di un gruppo di zozzoni, dove nessuno e' come sembra. Volevamo parlare dell'ambiguita' e della fragilita' di tutti noi oggi. Spesso in una commedia si tende ad avere personaggi 'buoni', invece questi sono piccole iene". (ANSA).

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