Cultura

De Gregori, canto ciò che voglio

Il debutto del Vivavoce tour a Roma

L'inseparabile cappello calcato in testa, gli occhiali scuri, la chitarra imbracciata e una fisarmonica che spunta di tanto in tanto. Francesco De Gregori ha scelto Roma, la sua Roma, per il debutto del Vivavoce tour, il live con il quale il cantautore presenta dal vivo l'omonimo doppio album, già doppio disco di platino con 28 tra i suoi brani più importanti rivisitati e riarrangiati, che lo porterà in giro per l'Italia per una trentina di date accompagnato da quella che lui stesso definisce una "bella banda". Un tuffo nell'ampia produzione del cantautore, in un Palalottomatica gremito anche di giovani e giovanissimi, ammorbidito da sonorità folk e spunti "americani". "Sono felice di essere qui con voi", dice in uno dei pochi momenti in cui si rivolge direttamente al pubblico che lo aspetta, lo accoglie, lo cerca, lo invoca. Oltre due ore di spettacolo, una voce che sembra migliorare con il tempo e 27 canzoni in scaletta, che - spiega il cantautore alla fine del concerto, in un incontro "tra amici" con i giornalisti, ormai rilassato e più scanzonato e "leggero", gli viene fatto notare, di quanto non lo fosse nel passato - "è abbastanza fedele a quella del disco. Ma ci sono anche altre incursioni: come Bellamore e due pezzi semi sconosciuti come Mayday e La testa nel secchio. So quello che vuole il pubblico, ma io ho il privilegio di essere quello che fa la scaletta". Ma De Gregori sa come gratificare il suoi fan, sa che non può non regalare loro le sue "perle", i suoi piccoli capolavori in musica. "So che non posso presentarmi sul palco in un concerto come questo e non fare certe canzoni, sarei uno stupido e uno scorretto. Rimmel, La donna cannone, Generale, Buonanotte Fiorellino: sono canzoni belle per me, ed è giusto che la gente le senta. Ma sono io a decidere cosa voglio dire. Non è arroganza, ma è sincerità. Devo fare quello che mi sento di fare, quello che ho fatto stasera erano le canzoni che volevo fare". E tra le scelte della serata rivendica anche la chiusura con Volavola ("nessuno me l'avrebbe chiesta, ma io ho voluto farla sentire") e la cover di Elvis Presley Can't help falling in love with you. "Non è che siccome l'ha cantata lui, allora non si può più fare... - scherza, a suo agio con un bicchiere di vino rosso in una mano e la sigaretta nell'altra -. Mi piace e piace anche alla gente. Il pubblico non si aspetta che io la canti ed è bello quando dai qualcosa che non si aspetta e apprezza". Ma Alice del 1973 o La donna cannone del 1983 o Rimmel del 1975 sono tra i brani più cantati dal pubblico. Anche da quelli che non erano ancora nati, quando i brani sono stati pubblicati. "Come io ho cantato la canzone di Elvis, trovo normale che i giovani si colleghino a canzoni del passato. Non mangiano solo la pappa che mettiamo loro davanti". E proprio per Rimmel e per l'album omonimo il cantautore è pronto a festeggiare i 40 anni dall'uscita con un concerto-evento all'Arena di Verona il 22 settembre. "Non chiamatelo progetto. Sarà una festa di compleanno. E ho pensato che l'Arena fosse il luogo più indicato per bellezza, capienza, storia che ha nella musica Italia. E come nelle feste di compleanno ho chiamato gli amici, non solo quelli collegati direttamente alla mia musica, ma anche altri apparentemente lontani da me, che stimo e che ho scoperto mi stimano come Fedez, Caparezza, Malika". A metà concerto sul palco ha fatto irruzione l'energia di Ambrogio Sparagna. "E' stata un'emozione suonare con lui La ragazza e la miniera. Ma mi emoziono anche per le canzoni che emozionano gli altri. Se canto da anni La donna cannone non vuol dire che io non provi niente. Emozione non vuol dire che mi viene da piangere, ma che sento vibrare delle cose in più". Tra gli impegni di De Gregori, che il 4 aprile festeggerà 64 anni ("metterò come colonna sonora la canzone dei Beatles When I'm 64") dell'ultimo periodo anche l'audiolibro America (Emons Audiolibri), in cui l'artista rilegge il libro di Kafka e il libro "Francesco De Gregori, Guarda che non sono io" (Edizioni SVPRESS) di Silvia Viglietti e Alessandro Arianti che racchiude la sua storia musicale. Dopo Roma, il prossimo appuntamento è lunedì al Forum di Assago, aperto come a Roma dal cantautore romagnolo Paolo Simoni, con un altro ospite. A sorpresa

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