Cultura

Sanremo: Kaligola, no a talent ma vado al Festival

Rapper 17enne tra Nuove Proposte, sarebbe figo lavorare con Jova

Sanremo non fa paura, forse un po' di "strizza". Più che altro, a emozionare, è il primo live, la prima esibizione davanti a un pubblico vero, senza la protezione dello schermo di un pc. Kaligola, all'anagrafe Gabriele Rosciglione da Roma, con i suoi 17 anni e il suo rap è il più giovane artista in gara tra i Giovani, al Festival di Sanremo.
"Ma essere il più giovane non mi crea pressioni né ansie. Sarebbe stato peggio se fossi stato il più vecchio: mi sarei posto il problema di essere ancora lì tra le Nuove Proposte", dice con sincerità in un'intervista all'ANSA, dove arriva accompagnato dalla madre. All'Ariston, porterà Oltre il giardino, "e vincerò, perché con tutta la fatica che sto facendo...", sussurra sorridendo, ma si capisce che ci crede davvero. Il brano, storia di un barbone felice ispirato da un incontro sull'autobus, dà il titolo anche all'album che uscirà proprio nella settimana sanremese e che "contiene 12 tracce, 11 canzoni più una intro ed è costruito come un film. Ogni canzone è una storia. Ci saranno temi ironici, ma anche sociali e underground".
Timido e pacato, ma solo nei modi perché quando si mette a "rappare" tira fuori tutta l'energia che serve, Kaligola racconta di essere stato lui stesso, scoperto a 14 anni dopo aver postato su YouTube la canzone Ego sum Kaligola - in cui aveva inserito anche frasi in latino -, a decidere di presentarsi a Sanremo. "E' stata una mia scelta, appoggiata dal mio produttore. Il festival è una grande vetrina, dà visibilità come un talent, ma è meno impegnativo". Eppure, racconta con una certa ritrosia, a cercarlo sono stati già in diversi. Lo volevano ad Amici e anche a The Voice, ma lui ha declinato l'invito. "Esperienze troppo lunghe, e non mi piace come sono strutturati. Partono in tanti, ma poi ne arriva solo uno".
Appassionato di cinema ("adoro Hitchcock, Kubrick, Tim Burton e Spielberg"), è anche regista e montatore dei suoi video, compreso quello del brano sanremese, e non esclude un futuro nel mondo della celluloide. Del rap italiano fa fatica a parlare ("Siamo indietro di almeno 10 anni rispetto alle sonorità degli Stati Uniti, ma nei testi gli italiani sono più bravi") e cita Mezzosangue e Rocco Hunt, che l'hanno scorso vinse proprio tra le Nuove Proposte. Ma sono Caparezza e Jovanotti ad attirare di più la sua attenzione. "Sarebbe figo se Lorenzo mi chiamasse ad aprire i suoi concerti!". Da Sanremo non sa bene cosa aspettarsi ("Lo immagino pieno di impegni, di attività ma anche divertente"), ma sa cosa lo aspetterà dopo il Festival. "Tornerò alle interrogazioni e alle verifiche, la scuola non aspetta". 

 

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