Federica Morrone, le mie famiglie non convenzionali

Escono due nuovi titoli della serie 'Via dei Tanti' per bambini

FEDERICA MORRONE, 'LA MAGIA DEL CINEMA' E 'IL MERCATINO DEI BAMBINI' (GRIBAUDO) - Torna Mio, il gattino rosso voce narrante delle avventure di otto bambini dai 3 ai 7 anni, nei due nuovi libri di Federica Morrone 'La magia del cinema' e 'Il mercatino dei bambini', con cui prosegue la collana di 'Via dei Tanti' che apre lo sguardo sulle famiglie non convenzionali, pubblicata da Gribaudo, con le illustrazioni di Giulia Bracesco.
    "Il senso di questi libri è trovare quello che ci unisce. La famiglia è un modo di stare insieme degli esseri umani, è condividere. Dobbiamo reagire alla solitudine indotta che crea un maggior consumo di tutto. Dobbiamo allargare, includere, aprirci al mondo. Il senso profondo delle mie storie è questo, dare alla famiglia un senso più ampio. I bambini vanno cresciuti da una tribù, non solo da mamma e papà , che era quello che accadeva nella realtà contadina. La famiglia è mettere a disposizione degli altri le proprie competenze, in questo senso essere tribù" dice all'ANSA Federica Morrone, scrittrice, autrice televisiva e di romanzi e saggi tra cui il libro intervista 'Tiziano Terzani: Regaliamoci la pace' e per la prima volta della serie per bambini di 'Via dei Tanti'.
    Partita con 'L' appartamento misterioso' dove si scopre che la storia è raccontata da un gatto e i bambini tutti insieme svelano un segreto, la collana, con la prefazione di Stefano Benni, in ogni libro affronta una tematica diversa. Nel secondo 'Una sorprendente domenica' viene raccontata una storia musicale con tanti tamburi, tanta allegria.
    'La magia del cinema', appena arrivato in libreria, è ispirato ai ragazzi del Cinema America di Roma e a "Valerio Carocci che è quello che più di tutti ha reso possibile il cinema in piazza San Cosimato, a Trastevere, ed è stato veramente osteggiato da tutti". Nel racconto, una donna che ha il nome di un fiore raccoglie firme per fermare questa iniziativa, non sopporta il rumore del cinema. "Mi sono ispirata alla realtà per trattare la questione delle persone che si lamentano sempre di tutto, che ce l'hanno con gli stranieri, con i bambini, con gli animali, con gli altri. Che si perdono il piacere della vita e cercano di rovinare quella degli altri.
    Volevo raccontare ai bambini queste persone per fargli prendere le distanze e perché si rendano conto che c'è un altro modo di stare nella vita. Sfioro appena anche il tema del bullismo.
    Tutto sempre in maniera sottilissima. Non voglio insegnare qualcosa, viene nel racconto. E poi c'è il cinema: i bambini all'inizio immaginano di fare un film, c'è il ciak, la voglia di fare una cosa insieme, la realizzazione e la fiducia nei sogni.
    E' un omaggio a quelli che non si arrendono, ed è importante per un bambino capirlo" spiega la Morrone che ha collaborato con Enzo Biagi, Tiziano Terzani, Franca Rame, Dario Fo e Stefano Benni.
    Il "Mercatino dei bambini", quarto titolo della serie, parte dall'idea che tutti i bambini adorano fare i mercatini: ognuno di loro fa qualcosa, chi i portachiavi, chi le collanine, chi dipinge e poi sparisce tutto. "Il tema è capire che ognuno ha un proprio talento e poi parlo dell'adozione attraverso due bambine indiane adottate quando avevano 2 e 5 anni. L'esperienza dell'adozione è importante ed è legata al concetto di integrazione: conosci l'altro oltre che te stesso. E poi c'è la leggenda indiana che mi ha raccontato Dario Fo: in India quando un luogo veniva profanato venivano portati i bambini con dei giocolieri perché le loro risa lo avrebbero purificato" spiega l'autrice.
    Il lockdown è talmente presente che la Morrone ha preferito lasciarlo fuori: "Non me la sono sentita - dice - di fare un libro con le mascherine".
    Prima serie della Morrone, Via dei Tanti potrebbe essere infinita: "Ho tante storie e mi piacerebbe far arrivare nuovi personaggi a Via dei Tanti". E una serie tv? "E' il mio sogno.
    La ho tutta nella testa". Quello che intanto si augura è che "ci si possa riconoscere, sentire a casa con questi libri e che si abbia voglia di vivere scambiando, riconoscendosi, scoprendo la gioia della solidarietà che non è solo una parola buonista e noiosa ma è gioia e allegria. In un momento come questo credo che lo stare insieme sia la più grande forma di resistenza. Lo stare insieme davvero, dalla stessa parte. Trovare quello che ci unisce e non quello che ci separa" dice la Morrone che ha una figlia di 18 anni e un figlio di 7 e sente di avere una voce profondamente vicina a quella dei bambini. "Faccio laboratori nelle scuole. Con i bambini mi trovo bene, sento il loro cuore.
    C'è un auto compiacimento anche nella scelta dei disegni: per me era importante il tratto e quello di Giulia Bracesco è meraviglioso. Stefano Benni mi ha scritto la prefazione perché si è riconosciuto in queste voci" racconta la scrittrice.
    (ANSA).
   

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