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>ANSA-FOCUS/ Silvis, per la lotta a mafia serve la politica

L'ex questore il 16/10 a Salone Libro con il suo ultimo thriller

(di Marzia Apice) (ANSA) - TORINO, 14 OTT - PIERNICOLA SILVIS, LA PIOGGIA (SEM, pp.672, 20 euro). "Per combattere la mafia serve la politica, che però è troppo disinteressata e pensa solo al consenso. Chi è schiacciato dalle estorsioni della criminalità organizzata sta zitto e di certo non fa rumore". Parola di Piernicola Silvis, ex questore, una vita nella Polizia di Stato a combattere le organizzazioni criminali e dal 2017 "ufficialmente" scrittore a tempo pieno, che il 16 ottobre porterà al Salone del Libro di Torino il suo ultimo thriller, "La pioggia", edito da Sem. Al centro del romanzo lo "storico" personaggio del poliziotto Renzo Bruni, questa volta impegnato a indagare con la sua squadra sul traffico di droga gestito dalla 'Ndrangheta. Una storia forte e appassionante che, come un'inchiesta, mira a fare luce sull'attività sotterranea e ramificata di una organizzazione criminale di cui si parla troppo poco: "la 'Ndrangheta non compare, non fa azioni eclatanti come Cosa Nostra, anzi, ha approfittato di questo suo stare sott'acqua per impadronirsi del mercato della droga", racconta all'ANSA lo scrittore, che a Torino dialogherà con Luigi Bonaventura, il più importante collaboratore di giustizia per l'Ndrangheta (per motivi di sicurezza collegato in video), "negli ultimi anni le cosche calabresi così come la mafia siciliana sono diventate più intelligenti, più manageriali, hanno adottato una politica di immersione e le estorsioni sono relegate solo ai territori di appartenenza. Ormai acquistano la droga dal Sudamerica e riciclano i soldi con acquisizioni immobiliari. E adesso che arriveranno i fondi del Pnrr sicuramente vorranno mettere le mani sul malloppo". A che punto è la lotta contro la malavita? "La strada è lunga. Io non sono tra quelli che credono che tutti i politici siano collusi, ma è un fatto che ci sia disinteresse e la questione purtroppo è principalmente politica", afferma, "servirebbe un'azione politica seria, con un duplice approccio: da un lato repressivo, creando un'organizzazione unitaria che preveda le forze dell'ordine insieme a esperti come psicologi e sociologi, dall'altro culturale, per sradicare quell'aura di mito che circonda i mafiosi. La mafia non è qualcosa di turistico, dal 1800 esercita una fascinazione sui giovani attraverso i suoi riti di affiliazione che attirano giovani leve. Io ho partecipato a ben 5 commissioni parlamentari sulla mafia, ho indicato anche gli interventi da fare ma tutto è sempre rimasto lettera morta". Il cinema, la tv o anche la letteratura non corrono il rischio appunto di spettacolarizzare un'attività criminale feroce e spietata come quella delle mafie? "Il rischio c'è, per questo nei miei libri io racconto lo Stato che combatte il crimine, e il lavoro serio di tanti poliziotti che come me hanno lottato senza sosta", racconta Silvis, "per me la scrittura è un modo di continuare a indossare l'abito istituzionale, mi sembra quasi di fare il lavoro di prima. Nei miei libri racconto i fatti con parole semplici, poi il lettore che vuole approfondire anche con il codice di procedura penale può farlo autonomamente". Anche secondo il collaboratore di giustizia Bonaventura è arrivato il momento di intensificare l'azione culturale per rendere maggiormente incisiva la lotta al crimine organizzato: "quello esercitato dalle mafie è un fascino antico, ma bisogna invertire la rotta, evitare di mitizzare quello che produce solo distruzione e al contrario esaltare con forza quelle figure che rappresentano il bene", afferma, "c'è ancora tanto lavoro da fare: sarebbe importante che scendessero in campo i mondi del cinema, dello sport e della musica". "La 'Ndrangheta è maestra di mimetizzazione, è sempre stata silente, sta alla finestra a guardare, capta i rumors, non è in una guerra aperta con lo Stato o con i cittadini", prosegue Bonaventura, "i suoi business non creano allarme sociale: per quanto riguarda la droga si mantiene su cocaina e marijuana, non certo sull'eroina. Ha lavorato sulle carenze istituzionali ed è capace di offrire una giustizia spicciola con cui il cittadino trova risposte rapide ai suoi problemi".
    Al Salone del Libro, "La pioggia" sarà presentato il 16 ottobre alle 13.30 (Sala Viola): interverranno Piernicola Silvis, Andrea Tundo e Luigi Bonaventura (in collegamento video). (ANSA).
   

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