Guido Maria Brera, i rider gli invisibili di oggi

'Candido' rievoca Voltaire e racconta precarietà. Diventerà film

GUIDO MARIA BRERA (con I Diavoli), CANDIDO (La nave di Teseo, pp.224, 18 euro)

Sembrava "il migliore dei mondi possibili" e invece si è rivelato un inganno, tanto che chi si aspettava un futuro da costruire ha ricevuto solo briciole e frustrazione. E' quanto accade al fiducioso Candido, il giovane rider protagonista dell'omonimo romanzo di Guido Maria Brera, edito da La nave di Teseo. Cofondatore del Gruppo Kairos, ora capo degli investimenti del Gruppo Kairos Julius Baer, in questo quarto romanzo (che ha scritto col collettivo I Diavoli) l'autore propone un ideale confronto col Candido di Voltaire: anche qui infatti per il protagonista, che vive in un futuro non troppo lontano dal nostro presente, arriva il momento di una dolorosa consapevolezza, con i sogni che vanno in frantumi. Ma mentre per il personaggio nato dalla penna dello scrittore francese ciò avviene viaggiando per il mondo, il Candido contemporaneo vive la perdita dell'ottimismo e il crollo delle certezze a forza di pedalare e di consumarsi i polpacci in sella alla bicicletta per consegnare cibo ordinato da una app.

"Il mondo meraviglioso decantato agli inizi degli anni 2000 aveva fin da subito dentro di sé i semi che avrebbero portato alla polarizzazione della ricchezza e alla creazione degli invisibili del lavoro. Io ho sempre voluto scrivere un romanzo che ricalcasse il Candido di Voltaire, forse perché ho un carattere crudamente realista, ma non trovavo la chiave. L'ho trovata poi nella città e nei rider, gli invisibili di oggi", ha spiegato Guido Maria Brera presentando il suo libro in un incontro virtuale nello studio di Q10 Media moderato da Giancarlo Leone, a cui hanno partecipato Elisabetta Sgarbi, Direttore Generale La nave di Teseo, ed Elly Schlein, Vicepresidente Regione Emilia Romagna. Il Candido di Brera è un rider che gira la città - una metropoli post pandemia - in lungo e in largo tutto il giorno: il suo è un lavoro sfiancante, governato da un algoritmo insensibile, che tutto può e tutto sorveglia. Quando torna a casa, il ragazzo non vede l'ora di incontrarsi - ma solo virtualmente - con la sua Cunegonda, l'immagine della perfezione, la più bella del social network Voltaire (i nomi non potevano che essere questi). La sua vita sembra felice, fino a quando Candido non si rende conto che quello che il filosofo Pangloss dice tramutato in un ologramma sulle facciate dei palazzi ("Tutto è bene, tutto va bene. Tutto va nel miglior modo possibile") non è per nulla vero.

Quando capisce la portata dell'inganno di un mondo in cui è tutto virtuale (il potere, i soldi, le relazioni), allora esplode la sua rabbia: Candido inizia così a lottare, per se stesso e per una società migliore, più a misura d'uomo. Il libro, dal quale è stato tratto un film (coprodotto da I Diavoli) in uscita nei prossimi mesi, affronta dunque la precarietà (lavorativa ed esistenziale) dei giovani, ai quali la politica non ha saputo dare risposte, attraverso i rider, veri simboli della gig economy. Una riflessione attuale, che arriva proprio a pochi giorni dal "no delivery day" del 26 marzo scorso, con i rider che hanno scioperato in tutta Italia per ottenere migliori condizioni di lavoro, e dopo che la procura di Milano ha "sollecitato" le principali aziende del settore a riconoscere i fattorini in bicicletta come lavoratori dipendenti.

"Tecnologia e finanza insieme hanno contrastato l'economia reale, non riconoscendo più i diritti dei lavoratori. Papa Francesco parla di tirannie virtuali: questi sono gli anni della rabbia, contro qualcosa che non conosciamo però, perché non c'è interlocutore, non c'è integrazione. Le sinistre di tutto il mondo hanno perso, perché avrebbero dovuto aiutare i deboli", dice Brera. "Oltre alla dimensione letteraria, Brera con ogni romanzo ha anche una dimensione politica, perché affida alla narrazione la comprensione dei meccanismi perversi che regolano il mondo in cui viviamo", ha sottolineato l'editrice Sgarbi, "il Candido ci spiega come abbiamo barattato i nostri diritti con delle elemosine tecnologiche, in un mondo virtuale totalmente illusorio che si fa gioco di noi". "Serve un nuovo welfare universale di prossimità: il libro ci spinge ad ammettere che le forze progressiste non hanno saputo interpretare quelle trasformazioni che hanno aumentato le disuguaglianze, economiche, sociali e di genere", ha commentato Elly Schlein.

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