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Samantha Silva, combattiamo come Mary Wollstonecraft

Amore e furia su pioniera femminismo, madre autrice Frankenstein

SAMANTHA SILVA, AMORE E FURIA (NERI POZZA, PP 330, EURO 18)

Si è insinuata nelle crepe, in quegli spazi vuoti che ci sono nelle biografie la scrittrice americana Samantha Silva e ci ha restituito un ritratto umano, carnale, di Mary Wollstonecraft, scrittrice, filosofa, pioniera del femminismo, madre dell'autrice di Frankenstein Mary Shelley. Un ritratto a due voci in cui ci mostra madre e figlia come "gemelle spirituali". Il romanzo 'Amore e furia', pubblicato da Neri Pozza nella traduzione di Daria Restani, dedicato "a tutte le nostre figlie" e frutto di un'ampia documentazione, si apre con la Wollstonecraft che sta per dare alla luce la figlia che prenderà il suo nome. Un parto che sarà per lei fatale e la porterà alla morte per setticemia. "In America si tende a fondere le due figure, a farne un tutt'uno. Mary Wollstonecraft è un'icona del femminismo, ma dobbiamo ricordare che non avrebbe riconosciuto questa parola che all'epoca non esisteva. E' una donna che si è inventata la sua vita. A me interessava la sua esperienza umana, non soltanto il piano delle idee, dei concetti filosofici. Ha sempre combattuto contro tutti per il suo diritto a essere libera, a percepire un reddito, si è sposata tardi, non voleva avere un marito. Il mio è stato un processo di decostruzione di un'icona per andare a cercare la sua carne, quell'amore e furia del titolo, ma anche la sua disperazione, la durezza di questa vita di lotta incessante" dice all'ANSA la Silva, che vive nell'Idaho, al suo arrivo a Roma.

Ma cosa penserebbe la Wollstonecraft del mondo delle donne di oggi? "Credo che sarebbe sbalordita da tutto quello che è cambiato, ma anche scioccata da tutto quello che non è cambiato. Lei ha formulato il germe del pensiero di un mondo senza genere, o meglio dove i sessi non contano e quello che vale veramente è quello che hai nella testa, nel cuore. Un mondo in cui partiamo tutti e tutte dallo stesso livello. Penso che avesse capito abbastanza bene come è fatto il mondo dominato dagli uomini e compreso in che misura hanno fallito. Non lo dice così esplicitamente, ma penso che in fondo la sua visione, le sue idee ci parlino del desiderio di porre fine al patriarcato. In una certa misura possiamo dire che combattiamo ancora le stesse battaglie di Mary Wollstonecraft. Almeno negli Stati Uniti. I maschi bianchi che sono al potere non vogliono soltanto fermare l'orologio delle conquiste delle donne, vogliono proprio rimetterlo indietro. Siamo davanti all'ultimo rantolo del patriarcato che però è potente" spiega la Silva. E aggiunge: " Il movimento Mee Too è quello che ha posto al centro del discorso pubblico, della società, l'esperienza delle donne, ma non è la stessa cosa che ha fatto Mary Wollstonecraft con i suoi scritti, con il suo lavoro, con la sua fede nei diritti delle donne? ".

E anche della guerra in Ucraina la scrittrice sottolinea: "la brutalità che dimostrano Putin e i soldati russi nei confronti di donne e bambini ho l'impressione che sia una deliberata ostentazione per dire all'Occidente: 'pensate che siamo brutali? Ma voi non avete idea di quanto in più possiamo esserlo'. La brutalità verso le donne e i bambini sta a significare 'guardate, non mi potete fermare'. Questo deve atterrire tutti".

Tra le prime cose che Samantha Silva - che è laureata in Relazioni Internazionali, ha studiato per un periodo a Bologna ed è anche sceneggiatrice - ha fatto per prepararsi ad 'Amore e furia' è stato "ascoltare l'audiolibro di Frankenstein. In molti pensano parli dell'assoluta superbia e presunzione maschile e della mostruosità della tecnologia. Io mi sono convinta che quello che ha veramente abitato e lavorato dentro a Mary Shelley sia stata sia l'assenza della madre sia la presenza" racconta. E ora la Silva che si è dedicata a lungo a Dickens prima di questo libro si sta prendendo una pausa dal romanzo storico: "Sto scrivendo racconti ambientati nel mondo contemporaneo e poi a un adattamento per il teatro del mio libro 'Mr. Dickens and His Carol' dice lasciandosi andare anche a qualche parola in italiano.

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