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Canfora, la storia strumento di interpretazione del presente

Torna a Genova Storia in piazza. Storico, oggi verità è lontana

(ANSA) - GENOVA, 22 MAR - La storia "è strumento di interpretazione del presente". Lo ha detto all'ANSA Luciano Canfora, filologo classico, storico, saggista, accademico e curatore de 'La Storia in piazza', la rassegna culturale che si terrà dal 31 marzo e il 3 aprile a palazzo Ducale di Genova.
    "Proprio in questi giorni - ha detto Canfora stavo riflettendo sulla guerra tra Sparta e Atene. Tucidide, che ha dedicato decenni quella vicenda ha fatto una considerazione: la responsabilità di chi è? Formalmente Sparta invase Atene ma la verità vera era la crescita allarmante della potenza economica e militare di Atene, cosa che per Sparta era inaccettabile.
    Quindi, concluse Tucidide, 'la responsabilità fu di entrambi'".
    Un altro esempio lo porta la Prima Guerra Mondiale, quando l'Inghilterra non tollerò la crescita tedesca. Parole che oggi hanno un peso forte e possono portare allo scontro. La storia dunque può diventare campo di battaglia: "la verità storica soffre in una situazione come questa - ha detto Canfora - quando tutti gli strumenti di comunicazione sembrano aver avuto una 'direttiva unica' e non parlare della verità sembra strutturale alla condizione".
    Durante la rassegna al Ducale, la Storia intreccerà spesso la strada della Guerra: dalla lezione sulla Marcia su Roma di Ernesto Galli della Loggia, ai diversi modi di raccontare la Resistenza di Maurizio Maggiani e Giovanni De Luna, il ruolo dei media nella legittimazione politica e nella spiegazione della realtà sociale di Peppino Ortoleva e la storia come strumento di interpretazione del presente. Luciano Canfora chiuderà la 'Storia in piazza' con una lectio su 'Storia e verità'. "Oggi la verità è lontana ma desiderabile - ha concluso Canfora -. Bisogna cercarla in continuazione. Con il passare del tempo si acquistano punti di vista e domande nuove e questo sarà un passo avanti verso la verità. E' come l'orizzonte, riusciamo sempre a prenderne soltanto una parte. Pensiamo alla Rivoluzione francese, sulla quale c'era un giudizio consolidato che poi diventò problematico. Il 1989 ha cambiato il nostro giudizio".

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