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Edith Bruck, troppi fascisti, stiamo attenti

In sogno strozzata da croce uncinata. Manifestazioni No Vax gravi

FIRENZE - "La sottovalutazione è totale, ci sono troppe manifestazioni, anche fasciste. Anzi, siamo pieni di fascisti. Le manifestazioni fasciste sono vietate dalla Costituzione e non mi hanno fatto dormire: ho visto esponenti di Forza Nuova con la croce uncinata. E ho avuto incubi: ho sognato che la croce uncinata mi strozzava. Stiamo attenti, anche negli anni '30 i problemi sono iniziati così, dopo la crisi economica". E' l'allarme lanciato oggi a Firenze da Edith Bruck, scrittrice, poetessa e testimone della Shoah. Bruck, emozionata, è stata ospite della prima giornata della quinta edizione del Festival delle religioni a Firenze, venendo intervistata. La partecipazione al Festival è stata anche l'occasione per consegnarle le Chiavi della Città di Firenze da parte del sindaco Dario Nardella, riconoscimento per il quale Bruck si è detta "onorata, felice e contenta". Per la scrittrice se il passato serve da lezione per non ripetere certi errori, il presente, fatto di cortei 'No vax' e 'No green pass', non lascia tranquilli: "Le manifestazioni 'No vax' non mi hanno fatto dormire - ha aggiunto -. Si deve intervenire e la colpa è anche dei politici di oggi. Chi non ha vissuto la tragedia della Shoah non può comprendere, ma è grave che le manifestazioni passino nell'indifferenza".
Da qui il collegamento tra una storia dolorosa e un futuro che - a detta della stessa Bruck - può essere "pericoloso". "Stiamo attenti - ha ribadito -. Anche negli anni '30 i problemi sono iniziati così. Qui, oltre alla crisi, c'è la disoccupazione, c'è il Covid e una scontentezza generale". "Trascurare è sbagliato, non si deve fare, né da parte dei politici né da parte dell'informazione". "E' davvero emozionante sentire oggi le sue parole nella nostra città e la sua instancabile volontà di essere testimone", ha poi detto il sindaco consegnando alla scrittrice le Chiavi della Città, riconoscimento attribuitole per "per la sua instancabile opera di testimonianza verso le giovani generazioni dei crimini dell'Olocausto vissuti da lei in prima persona e raccontati con grande lucidità e coraggio, facendo propria la lingua italiana, e per aver riportato le discriminazioni razziali verso il popolo ebreo che hanno attraversato l'Europa dagli anni Trenta del secolo scorso fino ad oggi

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