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Orville Press, nuovo marchio editoriale ideato da Codignola

Progetto sostenuto dalla Garzanti, primi titoli nel 2023

Si chiamerà 'Orville Press' il nuovo marchio editoriale ideato da Matteo Codignola, dopo molti anni di lavoro per la casa editrice Adelphi della quale ha contribuito a disegnare, in vari ruoli, il profilo editoriale.
    Sarà la Garzanti, grazie al coordinamento editoriale di Paolo Zaninoni, a sostenere il nuovo progetto, che arricchisce la proposta editoriale della società fondata nel 1939 da Aldo Garzanti e parte del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, a partire dalla sua fondazione nel 2005. "Orville Press è ancora un oggetto volante non identificato, proprio come la strana macchina che abbiamo voluto come logo, e che quando si staccò dal prato di Kitty Hawk non aveva neanche un nome, anche se Orville Wright gliene trovò uno preso dal suo mestiere precedente, la tipografia: Flyer. Da lì in poi andò tutto piuttosto bene, mi sembra. L'obiettivo di questi libri sarà peraltro abbastanza simile a quello di Orville: volare sul paesaggio circostante, quanto basta per vederlo da una prospettiva inattesa" spiega Matteo Codignola che ha tradotto tra gli altri Mordecai Richler, Patrick McGrath, Patrick Dennis, William Langewiesche, John McPhee. Il suo più recente romanzo è 'Cose da fare a Francoforte quando sei morto' (Adelphi 2021). Il progetto prevede la pubblicazione di autori italiani e stranieri e si muoverà in campi molto diversi fra loro, dalla scienza allo spettacolo, dalla fotografia all'arte, allo sport, oltre alla narrativa e al reportage. Le prime uscite sono previste per l'inizio del 2023. Due i titoli in uscita a febbraio. Il primo, 'Box Hill' è il racconto molto esplicito dell'amore fra un ragazzo e un biker parecchio più grande di lui. Per raccontare questa storia Adam Mars-Jones ha deciso che l'unica chiave possibile fosse incrociare due dei suoi modelli letterari, Jean Genet e Alan Bennett. Il risultato è un incrocio forse ancora più sorprendente, se letto oggi: quello fra un memoir e il racconto di una lunga e gloriosa stagione, in cui essere gay significava prima di tutto partecipare a una rivolta consapevole e euforica contro qualsiasi convenzione e qualsiasi idea ricevuta. Il secondo titolo è 'La tempesta è qui' di Luke Molgelson, un lungo reportage - il primo di questa portata - sull'America profonda e in gran parte ancora sconosciuta che ha condotto Donald Trump prima alla Casa Bianca e poi, il 6 gennaio del 2021, contro il Campidoglio. 

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