il Mulino, la Rivista compie 70 anni e si rinnova

Nuova grafica e diventa trimestrale. Il 25 aprile il nuovo sito

A 70 anni dalla prima uscita la Rivista 'il Mulino' si rinnova completamente. Il primo numero del Quindicinale di informazione culturale e universitaria veniva stampato il 25 aprile 1951 a Bologna e da allora non ha mai sospeso le pubblicazioni. Il primo fascicolo del 2021, il numero 513, avrà una copertina, illustrata da Cristiana Couceiro, e una grafica interamente ridisegnate, una nuova periodicità trimestrale e un ampio spazio dedicato a blocchi tematici di attualità. L'ultimo numero dell'anno sarà interamente monografico. Il 25 aprile sarà lanciato anche il nuovo sito www.rivistailmulino.it. Oltre a una grafica completamente ripensata, il sito proporrà solo contenuti originali e fruibili gratuitamente dagli utenti. Sarà comunque possibile acquistare singoli articoli o numeri della rivista cartacea.

Sempre rimasta fedele alla sua promessa incisa all'articolo 2 dell'omonima Associazione, quella di un impegno "non episodico" di studio, comprensione e influenza nella sfera pubblica, la Rivista, fondata dai giovani studenti bolognesi, di estrazione e cultura molto diverse, Fabio Luca Cavazza, Luigi Pedrazzi, Pier Luigi Contessi, Antonio Santucci, Nicola Matteucci, Gianluigi Degli Esposti e Federico Mancini, deve il suo nome al romanzo Il mulino del Po di Bacchelli dove ingranaggi e lavoro, mani e farine sono una metafora di pluralismo, costituzione e democrazia. "È nella fedeltà a questa idea di fondo - ricorda il vicedirettore Bruno Simili - che oggi, nel suo settantesimo compleanno, 'il Mulino' si rinnova: con un nuovo trimestrale di approfondimento e un sito che teniamo open proprio perché vogliamo sia un luogo di incontro tra le generazioni, le culture e i pensieri vivi del nostro Paese. Le redattrici e i redattori nominati dalla nuova direzione sono nati tra la metà degli Ottanta e dei Novanta. Per loro il Mulino è un catalogo che li ha formati durante gli studi: raccogliamo oggi la semina dei fondatori".

Il primo numero dell'anno è dedicato a 'Guarire le nostre democrazie'. "La Rivista il Mulino è una storia repubblicana - prosegue il direttore Mario Ricciardi -, continuiamo a scriverla perché crediamo che ce ne sia più che mai bisogno. Con nuovi strumenti e nuove forme continueremo a essere quello che siamo sempre stati: una rivista di politica e di cultura con la testa nei problemi della contemporaneità, una palestra per le nuove generazioni". In 70 anni 'il Mulino' ha cresciuto lettori, scrittori, cittadini, politici, ha mutato formati, periodicità, direttori. Ha cambiato proprietari e investitori, come nel 1964 quando gli industriali bolognesi che avevano finanziato quella che oggi chiameremmo la start-up si sfilarono, costringendo a scovare altre risorse e ad affidare la testata e la casa editrice, nata nel 1954, a un'Associazione di liberi intellettuali. Ancora oggi la Società editrice il Mulino e l'Associazione il Mulino portano il nome della Rivista, perché della Rivista sviluppano lo spirito e la visione.

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