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La Traiettoria di Benetton, rompere le regole per capire

Alessandro si svela in un'autobiografia, 'io avvantaggiato ma..'

(ANSA) - MILANO, 09 MAG - "Vengo da una famiglia in cui seguire le regole è un imperativo. Per capire chi ero ho dovuto infrangerle". Lo afferma Alessandro Benetton nella prima pagina della sua autobiografia, aggiungendo: "Mi sono guadagnato il mio spazio dissentendo. Ho cominciato a farlo quando ancora la barba non mi cresceva, e forse è stato in quell'istante che, da ragazzo, mi sono tramutato in giovane adulto. E che ho avuto percezione di essere, prima di tutto, Alessandro".
    Il libro 'La Traiettoria' del presidente di Edizione (la holding di famiglia) è in uscita edito da Mondadori (pp 396, euro 22,00) e il manager ha scelto Milano per presentare il suo lavoro.
    Ricordandosi della sua percezione non per forza di "un Benetton, come mi è stato ripetuto innumerevoli volte sin dall'infanzia", ma di "un uomo. Che, come tutti, ha sbagliato ed è caduto, ma ha scoperto sulla propria pelle che sbagli e cadute possono essere opportunità di miglioramento".
    "So di essere partito con un certo vantaggio. Ma so anche che la mia vita, come quella di tutti, non è stata una passeggiata. È stata una maestra. Mi ha insegnato che ognuno di noi è ciò che fa quando gli capita quello che non si aspetta. Che, spesso, per capire chi si è bisogna scegliere la strada più scomoda, la meno battuta, la meno scontata", aggiunge il manager, fondatore e guida di 21 Invest, società di investimento presente in vari Paesi europei. Ricorda un'esperienza come analista nella sede londinese di Goldman Sachs e il ruolo di presidente di Benetton Formula 1 Racing Team, portando la scuderia a ottenere due titoli mondiali piloti e un titolo costruttori. Uomo di sport (è maestro di sci, allenatore federale di sci alpino e istruttore nazionale di kitesurf), da presidente di Fondazione Cortina 2021 ha guidato l'organizzazione dei Campionati del mondo di sci alpino.
    "Per pensare in grande è necessario esporsi, rischiare, uscire dalla propria zona di comfort: dalla rassicurante familiarità di ciò che già conosciamo". Sappiamo "che abbiamo a disposizione un tempo finito, ma il nostro operato può travalicarlo e proiettare tracce di noi nel futuro, se riusciamo a declinarlo in senso etico", afferma Alessandro Benetton. (ANSA).
   

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