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'Guerre incivili' podcast in esclusiva su Storytel

Dal 21 aprile, in 9 puntate

(ANSA) - ROMA, 19 APR - Arriva il 21 aprile in esclusiva su Storytel - la prima piattaforma europea di audiolibri e podcast con un catalogo di più di 500mila titoli - il podcast 'Guerre incivili- Roma vs Italia' di Marco Cappelli, divulgatore appassionato di storia.
    In 9 puntate Cappelli - autore del podcast Storia d'Italia, vincitore del premio 'Best non-English podcast' dei 'Discover podcast awards' - ripercorre la storia della prima unificazione d'Italia ad opera di Roma, delle guerre mediterranee che diedero il via alla "questione italica" fino alle guerre civili tra Mario e Silla.
    La ricostruzione, alternando la fedele cronologia dei fatti all'analisi socio-economica delle trasformazioni del tempo, suscita riflessioni sul nostro presente.
    Un uomo entra nell'atrio di una casa patrizia romana e assassina il suo proprietario. Il sangue macchia il pavimento, dando il via a una serie di eventi che insanguineranno tutta l'Italia: è l'inizio della "guerra sociale".
    Cos'è davvero l'Italia, Paese dai mille campanili e dalle mille tradizioni? Cosa vuol dire cittadinanza, e perché dovrebbe essere estesa, o ristretta? Quali sono le forze che possono tendere alla riforma di un sistema politico, o strapparlo fino a dilaniarlo? Cosa accade quando si permette alla violenza di entrare nelle decisioni politiche? Se queste domande risuonano nell'Italia e nell'Europa di oggi, per i Romani del I secolo a.C. le questioni non erano diverse: anche loro si trovarono a fare i conti con un sistema che sembrava non funzionare più.
    Anche loro provarono a cambiarlo e fallirono nel tentativo.
    Anche Roma e i popoli italici della penisola erano vicini, a lungo parte di una stessa struttura politica e allo stesso tempo estranei. La guerra sociale è un conflitto particolare, che lascia intravedere domande che hanno rilevanza ancora oggi, più di duemila anni dopo.
    Un excursus storico che ricorda come in una guerra civile tutti i caduti, ogni soldo speso, ogni devastazione pesino sul corpo dello stesso Stato: quel che eredita il vincitore non può che essere un paese devastato dalla guerra e dilaniato nella sua cultura politica. Raramente le guerre civili consolidano il potere dei governanti, perfino quello dei vincitori, e lasciano ferite che durano decenni, se non secoli. (ANSA).
   

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