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Morto il filosofo Salvatore Veca, maestro della teoria della giustizia

Aveva 77 anni. Mondo della cultura e della politica uniti nel lutto

Ricordato come un maestro dal mondo della cultura e della politica per la sua riflessione sulla giustizia globale, è morto a Milano, a 77 anni, Salvatore Veca, filosofo politico e accademico. Nato a Roma il 31 ottobre del 1943, Veca si era laureato in Filosofia a Milano con Enzo Paci e Ludovico Geymonat, e qui aveva iniziato la sua carriera accademica, che lo ha visto insegnare a Firenze e Pavia e tenere corsi a Cambridge e alla Sorbonne.

In parallelo, ha portato avanti un'intensa attività editoriale a partire dalla direzione scientifica della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, nel 1974. Un rapporto di lunga data, quello con la Fondazione, di cui era tuttora presidente onorario: "E' stato per noi - dice oggi Carlo Feltrinelli - una guida costante e appassionata. Ci ha insegnato la filosofia, la politica, l'etica e soprattutto che dall'ombra di un eterno presente, tendenzialmente illusorio e omologante, si deve uscire credendo sempre nel confronto tra le idee e nel piacere della conoscenza". Un intellettuale, un ricercatore, uno studioso capace di impegno politico e civile, convinto come era che "l'ingiustizia si vince con la dignità e la bellezza". Veca è stato "l'uomo che ci ha aiutato a definire l'idea di ambiente" è il tributo del presidente del Fai Andrea Caradini. Ma Veca era anche presidente della Casa della Cultura, che questa mattina ha dato l'annuncio della scomparsa di quello che ha definito non solo "filosofo" ma "amico generoso e instancabile: la perdita è enorme, non ci sono parole". "Con la sua opera - ricorda il ministro della Cultura, Dario Franceschini - ha introdotto in Italia significative innovazioni nel dibattito filosofico ed economico, portando all'attenzione del pubblico le tesi sull'egualitarismo destinate a grande fortuna nel nostro tempo. Il suo acume, la sua intelligenza, la sua profondità di pensiero ci mancheranno".

E mancheranno, in particolare, a Milano, dove Veca viveva: "Milano - scrive il sindaco Giuseppe Sala ricordando fra l'altro il suo contributo per Expo - perde una delle intelligenze più vivide e incisive della riflessione politica e civile della nostra città". Il sindaco esprime l' "orgoglio di aver conosciuto e frequentato un uomo colto, democratico e soprattutto generoso. Molti diventano gelosi del loro sapere, Salvatore Veca no". "Grazie. Salvatore" la sua conclusione. Di "sgomento" per la sua scomparsa parla il presidente nazionale dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo, di "grande rammarico" il comitato del premio Balzan, di cui fu presidente dal 2009 al 2017 messaggi di cordoglio che si uniscono a quelli del presidente della Lombardia Attilio Fontana, e del mondo politico in generale. "La scomparsa di Salvatore Veca, amico carissimo e pensatore originale, - mi addolora profondamente" scrive il presidente emerito Giorgio Napolitano ricordando la loro vicinanza "in una visione riformista della sinistra italiana e nello sforzo di rinnovarla". "Lo ricorderemo sempre come una figura fondamentale della storia culturale italiana" affermano le deputate e i deputati 5 Stelle in commissione Cultura. "Lascia un vuoto nel pensiero della sinistra milanese e italiana difficilmente recuperabile - sottolinea Emanuele Fiano, della Presidenza del Gruppo Pd - , e un vuoto nelle voci intellettuali di questo Paese". 

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