Al-Khalili, politica ammetta errori come la scienza

Il fisico a Pordenonelegge con Il mondo secondo la fisica

- PORDENONE, 18 SET -  La fisica e la matematica, spesso considerate materie difficili, per esperti, lontane dalla vita quotidiana, possono invece aiutarci a vivere meglio e a essere persone migliori. Ci mostra questo Ali Al-Khalili, originario di Bagdad, docente di fisica teorica alla University of Surrey, in Gran Bretagna, a Pordenonelegge con il suo nuovo libro 'Il mondo secondo la fisica' (Bollati Boringhieri) di cui parla in collegamento in diretta con Chiara Valerio e in un incontro riservato con i giornalisti in questa speciale edizione del Festival che ha come logo due scaramantiche corna. "Se pensiamo al momento che stiamo vivendo, alla pandemia e alle questioni sociali che stanno emergendo capiamo quanto sia importante assumere la visione della scienza dove l'errore è un punto di forza e saperlo ammettere significa non essere arroganti e pronti a migliorare. Vediamo invece come i politici non ammettano mai di aver fatto un errore perchè in politica significa mostrarsi debole. Questo è inaccettabile" dice Ali Al-Khalili che definisce il suo libro una vera e propria "ode alla fisica". Con la pandemia, sottolinea il fisico che vive in Gran Bretagna, "abbiamo imparato anche una serie di lezioni su come funziona la scienza. Certo, mi sarei augurato che accadesse in modo diverso. All'inizio non si sapeva nulla su questo virus, su come poteva essere trasmesso, curato e poi lentamente abbiamo sviluppato una maggior conoscenza e questo ha aiutato la gente a capire che la scienza funziona per modifiche, per errori. E' stata una dimostrazione della scienza in azione. Finanziarla è fondamentale per la società". Anche la divulgazione delle materie scientifiche è necessaria, non è distrazione come può apparire in questo momento in cui gli scienziati sono diventati, almeno in Italia, quasi eroi. "Pensare che i ricercatori debbano stare in laboratorio e non comunicare appartiene al passato, almeno in Gran Bretagna. La scienza deve essere comunicata. Certo, non tutti gli scienziati sono bravi a farlo ma chi è portato deve farsi divulgatore. Fare scienza e comunicarla sono due cose di pari importanza" afferma l'autore de 'Il mondo secondo la fisica". Nel libro c'è anche la volontà di portare al pubblico più vasto un aggiornamento sulla ricerca e la volontà di fare il punto su quali sono le teorie del momento. Al- Khalili , la cui area di ricerca è la fisica nucleare, autore di numerosi libri tra cui 'La fisica del diavolo. Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo', pubblicato sempre da Bollati Boringhieri nel 2012 divide i fisici teorici in due categorie: Tenebristi e Lampionisti e per spiegare la differenza fa un esempio: "Una sera torni a casa, è calato il sole, hai perso le chiavi. Cosa fai? E' buio e i lampioni accesi Illuminano parte del percorso. Cerchi le chiavi dove c'è luce e in questo caso sei un Lampionista. Oppure sei di quelli che cercano a tentoni, nelle zone buie e allora sei un Tenebrista. Hai meno possibilità di trovare le chiavi , ma se accade è una cosa straordinaria. I Tenebristi cercano le cose dove non si vedono e non possono testarle. Sviluppano modelli matematici, sono i cosmologi, i teorici delle stringhe. Abbiamo bisogno del loro senso dell'avventura, delle loro idee folli, pazze" dice Al-Khalil. Nel suo generoso incontro parla anche della teoria delle stringhe molto in voga, di cui lui non è un fan, che "può essere assimilata alla teoria del tutto", che cerca di conciliare la meccanica quantistica e la teoria della relatività, delle intelligenze aliene che "può darsi non abbiamo ancora incontrato perchè troppo lontane da noi". E annuncia che, dopo aver fatto con questo saggio il punto sulla nostra conoscenza dell'Universo da parte della fisica, "sta scrivendo un libro su come il pensiero critico e logico possa aiutare ad affrontare la vita quotidiana in modo migliore e più giusto". Il prossimo passo avanti della fisica "ci potrà essere dato dall' intelligenza artificiale e non da un fisico, da uno scienziato. Ma, essendo uomo di scienza non sono mai convinto e sicuro di nulla" dice. "Ho una grande fede nell'umanità. Se guardiamo a oggi sulla base del passato possiamo dire che malgrado la pandemia, il cambiamento climatico, i problemi politici e sociali che esistono, c'è motivo di essere ottimisti perchè la scienza ci ha per lo più aiutato a sviluppare tecnologie, anche se non sempre in termini positivi, penso alla bomba atomica, che ci hanno aiutato a vivere meglio e credo che continuerà ad essere così. La scienza ci aiuterà a sopravvivere" spiega lo scienziato, vincitore tra l'altro del Michael Faraday Prize e del Kelvin Prize.  

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