Strage Bologna, Silvia Avallone combattiamo indifferenza

Appartiene anche a mia generazione.Testo per docu Rai a 40 anni

(ANSA) - ROMA, 30 LUG - E' entrata dentro quella "pagina crudele, insensata e irrisolta" di cui non può avere un ricordo Silvia Avallone, ma che ha saputo raccontare immergendosi nelle storie di quelle vite spezzate il 2 agosto 1980 quando alle 10:25 è esplosa una bomba alla stazione di Bologna.
    A 40 anni da quella strage, con 85 morti e 200 feriti, l'autrice di bestseller come 'Acciaio', vincitrice del Campiello Opera Prima, nata nel 1984, ha saputo dar voce a tutto questo in un testo inedito, scritto e letto per il documentario di Rai Teche 'La bomba. 2 agosto 1980, la strage dell'umile Italia'. Da un'idea di Andrea Di Consoli, con la regia di Emilia Mastroianni, il documentario, che andrà in onda domenica 2 agosto a 'Speciale Tg1', in seconda serata su Rai1, è una fotografia dello sgomento e smarrimento del Paese, non entra nella complessa vicenda giudiziaria e nelle tante piste inquirenti sui moventi della strage. "E' estremamente importante che le nuove generazioni, che non possono avere un ricordo di quel giorno, sappiano cosa è successo. Noi non c'eravamo ma è una storia che ci appartiene, che ci riguarda" dice all'ANSA la Avallone che ha scritto il testo nei giorni della pandemia.
    "La storia italiana recente, che magari non si riesce a studiare a scuola , dovrebbe avere sempre più spazio, veniamo da lì" spiega la Avallone che quando le è stato proposto da Di Consoli di scrivere questo inedito non si sentiva all'altezza. "Mi sembrava una follia. Ho lavorato molto con le biografie delle vittime e con le immagini e riprese di Rai Teche. Un materiale insostituibile, prezioso, che ho visionato con cura. Ho cercato le parole utili per servire questa storia e la memoria" "Quello che è accaduto ci insegna quanto dobbiamo prenderci cura della nostra società e comunità, vigilando sempre sulla democrazia, su tutto ciò che diamo per scontato. Dobbiamo sempre partecipare al bene comune perchè siamo noi. Noi siamo la nostra società. E' una risposta a non rassegnarsi , a fare ognuno la propria parte. Dobbiamo combattere l'indifferenza e l'individualismo che dominano nella nostra società e la rassegnazione per cui ognuno sta con il suo computer nella sua isola. Non siamo isole". (ANSA).
   

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