Cultura

Londra spiò la 'comunista' Doris Lessing per vent'anni

National Archives rivelano dossier, pedinata e intercettata

(ANSA) - LONDRA, 21 AGO - La 'caccia alle streghe' che durante la Guerra Fredda venne condotta nel Regno Unito, come negli Stati Uniti, contro gli intellettuali di sinistra, colpì anche Doris Lessing. La scrittrice britannica venne sistematicamente spiata per 20 anni dagli agenti dell'MI5, i servizi segreti interni di Londra, che sospettavano fosse una 'pericolosa' comunista. E' quanto emerge dai file resi pubblici dai National Archives in cui si comprende come il premio Nobel per la letteratura, scomparsa nel 2013 all'età di 94 anni, venisse considerata alla stregua di uno 007 sovietico: erano controllati i suoi movimenti, le conversazioni telefoniche, la sua posta. Questo andò avanti anche dopo che l'autrice del 'Taccuino d'oro' aveva abbandonato il partito comunista britannico in seguito alla durissima repressione sovietica in Ungheria, nel 1956. L'enorme dossier su di lei riguarda il periodo dal 1943 al 1964. In particolare l'MI5 temeva la sua continua opposizione politica al colonialismo e all'apartheid: per questo, sempre nel 1956, venne bandita dal Sudafrica e dalla Rhodesia (oggi Zimbabwe), dove era cresciuta. La situazione politica e il conflitto interrazziale in Africa e altrove sono al centro di molte sue opere degli anni '50, '60 e '70, fra le quali 'Tornando a casa'. In uno dei file si fanno addirittura illazioni sulla moralità della stessa Lessing: "Il suo appartamento (di Londra, ndr) è spesso frequentato da persone di varia nazionalità... fra cui americani, indiani, cinesi e neri (nel testo si usa la parola inglese 'negroes'), è possibile che la casa venga usata per propositi immorali". Donna contro e scrittrice coraggiosa, Doris Lessing ha pagato sicuramente la continua ricerca nel segno della libertà. Il cognome con cui è diventata famosa era quello del secondo marito, l'ebreo tedesco Gottfried Lessing, che aveva incontrato proprio ad una riunione di marxisti coinvolti nella lotta contro il razzismo. I servizi di Londra arrivarono a definirla come la leader della sezione scrittori fra i comunisti britannici. Nonostante l'autrice fosse uscita dal partito, denunciando i crimini commessi dall'Unione sovietica, gli 007 continuarono a controllarla fino alla metà degli anni Sessanta. La vedevano infatti come una "donna pericolosa e senza scrupoli". La loro azione si concentrò sulla sua attività anti-apartheid e molte informazioni su di lei venivano passate alle autorità del Sudafrica. Dal canto suo, Lessing non ha mai avuto paura di criticare alcune sue scelte. Parlando dopo molti anni delle sue simpatie comuniste ha detto: "Non riesco a capire perché fossi stata così ingenua". (ANSA).
   

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